L'esecuzione di Salvatore Inzerillo: Il killer Pino Greco "Scarpuzzedda" chiude il cerchio di Riina
Автор: Italia Mistero
Загружено: 2024-12-02
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Questo episodio (28° parte) della serie sui Corleonesi ricostruisce, anche attraverso le confessioni del pentito Giuseppe Marchese, l'omicidio di Salvatore Inzerillo (11 maggio 1981), boss di Passo di Rigano e socio di Stefano Bontate.
L'Ascesa di Riina e l'Errore di Inzerillo
Il pentito Gaspare Mutolo spiega come Totò Riina divenne il padrone di Cosa Nostra [00:11], sfruttando il malumore e la sete di potere dei sottoposti che erano soffocati dalla figura dominante dei loro rappresentanti, come Bontate e Inzerillo [01:25].
Dopo l'omicidio di Stefano Bontate, Inzerillo acquistò l'Alfetta blindata che Bontate aveva ordinato [04:46]. Nonostante il pericolo, Inzerillo si sentiva al sicuro perché aveva un debito in sospeso con i Corleonesi: aveva spedito per loro 50 kg di droga in America e attendeva il pagamento [07:31]. Credeva che finché non avesse ricevuto i soldi, non lo avrebbero toccato.
Buscetta definisce questa convinzione come quella di un "stupido ragazzino" [07:46], dimostrando che Inzerillo non aveva compreso la determinazione dei Corleonesi di eliminare ogni avversario per prendere il controllo diretto del traffico di droga con gli Stati Uniti [10:04].
I Dettagli dell'Omicidio
Inzerillo viene ucciso l'11 maggio 1981 a Palermo, sorpreso mentre esce dalla casa della sua amante in via Brunelleschi [10:55].
L'agguato fu eseguito da un gruppo ristretto agli ordini di Riina, di cui faceva parte il pentito Giuseppe Marchese, che ne dà una descrizione dettagliata [13:26].
I killer si nascosero in un furgone blu [15:37] guidato da Marchese, parcheggiato di fronte all'Alfetta blindata di Inzerillo [19:28].
Quando Inzerillo uscì, gli spararono da dentro il furgone trapassando il parabrezza [21:26], utilizzando Kalashnikov procurati da Nitto Santapaola [23:05]. I colpi furono esplosi da Pino Greco ("Scarpuzzedda"), Giuseppe Gambino e Antonino Madonia [12:05].
Le Conseguenze e i Festeggiamenti
L'esecuzione fu festeggiata pochi giorni dopo vicino Monreale, con una mangiata e una bicchierata alla presenza di Totò Riina, Giuseppe Gambino, Brusca e Nené Geraci [25:37].
La guerra non si fermò a Salvatore: il figlio Giuseppe, ancora ragazzino, fu eliminato perché dichiarò apertamente di voler vendicare il padre [12:50].
Pochi giorni dopo, anche il fratello Santo Inzerillo e lo zio Calogero Di Maggio furono strangolati (metodo della lupara bianca) durante un finto incontro [27:05].
Molti familiari di Inzerillo si rifugiarono negli Stati Uniti, ma la vendetta dei Corleonesi li raggiunse anche oltreoceano [28:12].
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Italiamistero puntata
Gaspare Mutolo descrive l'ascesa al potere di Riina [00:11]
L'Alfetta blindata di Bontate viene passata a Inzerillo [04:46]
Buscetta: L'errore fatale di Inzerillo sulla partita di droga [07:22]
Buscetta definisce Inzerillo uno "stupido ragazzino" [07:46]
Inzerillo viene ucciso uscendo dalla casa dell'amante (maggio 1981) [10:55]
I nomi dei killer a bordo del furgone: Marchese, Pino Greco, Madonia, Gambino [11:04]
Giuseppe Marchese confessa la sua partecipazione all'omicidio [13:26]
La preparazione: il furgone blu rubato e il contatto Montalto [14:16]
La dinamica dell'agguato: spari attraverso il parabrezzo del furgone [21:26]
I Kalashnikov provenivano da Nitto Santapaola [23:05]
I festeggiamenti con Totò Riina vicino Monreale [25:37]
L'eliminazione del fratello e dello zio di Inzerillo (lupara bianca) [27:05]
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