Acquasanta terme : Le gole del rio Garrafo ( 4K )
Автор: Marco Mandolesi
Загружено: 2026-03-11
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GOLE DEL RIO GARRAFO
All’interno del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, nel comune di Acquasanta Terme, nel sud delle Marche, non solo si può godere delle terme sulfuree all’aperto de Lu Vurghe ma anche fare escursioni a piedi molto particolari in una natura incontaminata fatta di montagne, boschi, cascate e gole. Una tra queste è senza alcun dubbio quella che porta alla scoperta delle Gole del Rio Garrafo.
Accesso al sentiero
Per raggiungere il punto di inizio del sentiero, imboccate la strada sulla sinistra, in discesa, prima del ponte che conduce a Vallecchia M.A. e Matera. Deviate subito a sinistra e seguite una strada sterrata pianeggiante che vi porterà, costeggiando il fosso, nei pressi di una casa con cancello. Parcheggiate l’auto nello spiazzo sulla destra pochi metri prima dell’abitazione.
Lo spiazzo è piccolo e può ospitare 3-4 auto. In alternativa, lasciate l’auto nel parcheggio dove si trova attualmente il municipio e raggiungete a piedi la piazzola. Si tratta di nemmeno 1km.
L’inizio del sentiero è di fronte alla casa ed è chiaramente segnalato dall’indicazione Vallecchia M.A. – ML 1500 .
Dati tecnici e consigli utili
Dislivello complessivo: circa 200 m
Difficoltà: EE
Lunghezza: A/R 4Km circa
Tempi di percorrenza: dipende dalla stagione ma indicativamente almeno 3 ore andata e ritorno senza pause .
Segnaletica: praticamente assente.
Le gole si snodano per circa 2km, attorniate da alte pareti rocciose che, a tratti, sembra quasi si tocchino. Un vero canyon naturale dove è un attimo sentirsi Harrison Ford in Indiana Jones. Proprio per questo motivo, ecco alcuni accorgimenti ed indicazioni per godere pienamente di questa esperienza:
gran parte del sentiero prevede l’ausilio di corde e cavi in acciaio che, a tratti, vi serviranno per passare da un lato all’altro delle pareti rocciose. Di conseguenza, anche se non parliamo di altezze dolomitiche, se soffrite di vertigini o il massimo del vostro esercizio fisico consiste nel sollevare il telecomando della TV, forse questa esperienza non fa per voi.
Noi abbiamo percorso il sentiero in ottobre e il rio Garrafo era asciutto, soprattutto nella parte iniziale. Questo ci ha semplificato non poco la vita perché di fare acquatrekking non ne avevamo proprio voglia. Quando la portata del fiume è massima, non si rischia solo di bagnarsi il fondo delle scarpe: l’acqua può arrivare fino al ginocchio, quindi valutate bene il periodo in modo da non ritrovarvi a fare il bagno prima del previsto
estate e autunno – in assenza di piogge recenti – sono senza dubbio i momenti migliori . Se siete in vena di bagno, non dimenticate le scarpe da scoglio.
Scarpe da trekking obbligatorie: anche se doveste trovare il letto del fiume asciutto, spesso le rocce sono bagnate e scivolose e il rischio di cadere e farsi male è alto.
Lungo il sentiero incontrerete delle grotte: una di queste è la grotta Fredda che, nel 2007, “ospitò” lo speleologo Montalbini per 235 giorni per condurre i suoi studi ed effettuare un esperimento di isolamento spazio-temporale. Per visitarle, rivolgetevi alla sede dell’Asa Speleoclub vicino alle sorgenti de Lu Vurghe.
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