NORIMBERGA, di James Vanderbilt| Recensione 288
Автор: Commedia All'Italiana - Alessandro Fermi
Загружено: 2026-01-03
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Описание:
"Norimberga" è un film del 2025 diretto da James Vanderbilt ed interpretato da Russell Crowe, Rami Malek, Leo Woodall, John Slattery, Mark O'Brien, Colin Hanks, Wrenn Schmidt, Michael Shannon, Richard E. Grant, Lotte Verbeek, Andreas Pietschmann e Wolfgang Cerny, con la partecipazione di Giuseppe Cederna. James Vanderbilt è innanzitutto uno sceneggiatore e produttore di grande esperienza, prima di essere regista cinematografico: non è un caso, infatti, che il suo "Norimberga" sia un prodotto eccellente soprattutto da quel punto di vista. A livello produttivo, il film ha una potenza commerciale non indifferente, si presenta bene al grande pubblico e riesce a coinvolgere potenzialmente qualsiasi categoria di spettatore in campo internazionale; la scrittura, invece, è semplicemente pregevole. 150 minuti di cinema che rendono un racconto storico, tenendo conto anche del romanzo "Il nazista e lo psichiatra" a cui è ispirato, estremamente intrigante dall'inizio alla fine, grazie ad una struttura molto precisa e funzionale. Dal trailer si poteva pensare che il fulcro del film fosse esclusivamente il Processo di Norimberga, che è chiaramente l'argomento principale e che rappresenta il punto cardine della storia: Vanderbilt, invece, decide di partire dal principio e di non lasciare nulla al caso. Non c'è nessun dettaglio, in questo grandioso film, che possa sfuggire ad una scrittura che potrebbe fare scuola. Tutto parte dall'arresto di Hermann Göring, il Reichmarschall e quindi ex secondo Adolf Hitler, costretto ad arrendersi di fronte alle forze statunitensi in Austria. Già dalla prima inquadratura Russell Crowe spegne ogni dubbio (che probabilmente nessuno aveva): sarà lui il motore del film. Senza nulla togliere ad un cast a dir poco straordinario, perfetto in tutti i suoi effettivi, ma Crowe, doppiato nella nostra versione italiana dal solito Luca Ward, è semplicemente magnifico. Dalla prima all'ultima scena, dall'arresto al suicidio, e il momento più alto della sua prova si riscontra probabilmente durante il Processo, quando verrà messo a dura prova da un intervento determinante del giurista David Maxwell Fayfe. L'arresto di Göring sarà per il giudice Robert Jackson il pretesto perfetto per tentare di proporre qualcosa che inizialmente sembrerà impensabile, ma che alla fine si rivelerà un'intuizione determinante per la storia futura di tutto il mondo: istituire un tribunale per internazionale per accusare di crimini di guerra i vertici nazisti ancora in vita. Scegliere dunque una strada forse più articolata e rischiosa, con l'obiettivo però di informare i cittadini di cosa fosse realmente accaduto durante la Seconda Guerra Mondiale, con la speranza di poter evitare che accadesse nuovamente qualcosa del genere in futuro, complice anche l'esperienza negativa della Prima Guerra Mondiale. Terminata una lunga ma essenziale introduzione, esattamente a metà film inizia il Processo, a dimostrazione di quanto un produttore e sceneggiatore, prestato ottimamente alla regia, abbia saputo impostare perfettamente una storia che aveva l'ambizione di essere tanto ricercata dal punto di vista cinematografico quanto commerciale, e infatti il pubblico ha risposto presente (anche in Italia, nonostante la concorrenza). "Norimberga" è un film straordinario, eccellente per messa in scena, fotografia, montaggio e poi le grandissime interpretazioni di un cast d'eccezione: Crowe da Oscar, senza superflui giri di parole, Rami Malek sempre versatile e calato bene nei panni del personaggio forse più complesso della storia, alla luce anche del suo triste destino che ci verrà anticipato dai titoli di coda, lo psicologo Douglas Kelley. Il particolare e controverso rapporto che si instaurerà tra Göring e Kelley è un altro aspetto molto interessante del film, ed è un'altra carta vincente da parte della sceneggiatura: se possibile, al pubblico non viene mai imposto nulla. Lo spettatore è libero di farsi liberamente le proprie idee, di giudicare senza esser condizionato e di porsi continuamente delle domande, seppur chiaramente ci siano elementi inevitabilmente da condannare senza esitazioni. Ma laddove è possibile il film non impone, racconta con onestà e consente al pubblico di seguire autonomamente la storia. Questa è, di fatto, una differenza sostanziale tra il grande cinema e quello un po' meno rilevante. E poi Leo Woodall, Michael Shannon, John Slattery: un cast molto maschile, certo, ma nel quale anche le donne sanno determinare, su tutte Wrenn Schmidt e Lotte Verbeek. Non soltanto un film magistralmente realizzato dal punto di vista storico ma anche un'opera dal grandissimo ritmo, che non ha praticamente momenti morti all'interno di una durata considerevole e tenendo conto anche dello spessore della complessa storia raccontata.
Voto: 8.5.
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