Sfrattati i senza tetto, Alessia: "buttate via le nostre cose". La Municipale: "rischio incendio"
Автор: ArezzoTV
Загружено: 2026-01-16
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Tornano alle 19,30 nel luogo dove avevano lasciato coperte e cuscini e non trovano più nulla.
E' successo nel pomeriggio del 14 gennaio a Porta Trento Trieste ad Arezzo. Qui da tempo si rifugiano per la notte Alessia e il suo compagno che da mesi vivono per strada. Da un po' di tempo il suo rifugio e quello del suo compagno, è la zona di Porta Trento Trieste ad Arezzo. Nel pomeriggio del 14 gennaio, però, le sue cose sono state portate via durante un intervento della Polizia Municipale.
“Mi hanno portato via tutto – ci racconta Alessia – c'erano due sacchi a pelo nuovi e tutte le coperte. Siamo tornati alle 19,30 dopo aver mangiato alla mensa Caritas e non abbiamo trovato più nulla. Siamo tornati alla Caritas e ci hanno dato due nuove coperte”.
L'intervento, fanno sapere dal comando della polizia municipale di Arezzo, rientrava nei servizi cosiddetti “ad alto impatto”, concordati con la Questura di Arezzo. Ad intervenire sul posto sono state le pattuglie “anti degrado” della municipale. I materiali, fanno sempre sapere dal comando, erano stipati tra il box del cartello della ZTL e le mura. Materiale infiammabile, quindi pericoloso.
Per questo si è proceduto con la rimozione. Inoltre nel tempo sarebbero state molte le segnalazioni dei cittadini, non per il caso di Alessia in particolare, ma per il degrado della zona in generale.
Insomma un equilibrio difficile da mantenere, fanno sapere i vigili urbani, tra chi denuncia degrado e sporcizia e chi sceglie la strada come suo rifugio. Eppure Alessia, ci confermano anche alcuni residenti della zona, non lascia in giro neppure una carta.
“No, noi non lasciamo in giro nulla – prosegue Alessia – al mattino rimettiamo a posto le nostre cose. Quando siamo tornati ieri sera (il 14 gennaio), abbiamo visto che ci avevano buttato via anche i due sacchi a pelo nuovi. Li avevamo pagati 20 euro l'uno. Sapete cosa sono 40 euro per chi non ha nulla”. In molti si sono chiesti se la modalità adottata in questo caso dalla Polizia Municipale sia stata consona. Alcuni residenti si chiedono se non fosse stato meglio magari aspettare Alessia e il compagno e informarli della eventuale pericolosità dei loro effetti personali lasciati proprio lì ad ostruire un macchinario che ha al suo interno corrente elettrica. Insomma un po' di umanità, pur nel rispetto di un servizio di controllo del territorio che nessuno dei residenti contesta. Anzi.
Dal comando si ribadische che c'è la massima volontà a tutelare tutte le posizioni, sia le persone che come Alessia vivono un momento di difficoltà, sia di chi segnala un problema.
Ad Arezzo, è bene ricordarlo, per questo tipo di esigenze c'è il dormitorio Caritas di Via Fonte Veneziana. In tutto 12 i posti disponibili.
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