5 Disturbi del sonno: Le apnee notturne nei bambini
Автор: dott. Fabio Filiaci “Ch Maxillo-Facciale”
Загружено: 2018-03-07
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I disturbi del sonno colpiscono anche i pazienti più piccoli.
In particolare è necessario sottolineare che più le apnee notturne insorgono in pazienti piccoli maggiori saranno i problemi che porteranno nel lungo termine.
Nel video troverete l'incidenza, i fattori di rischio e le cause più frequenti dei disturbi respiratori e delle apnea ostruttiva nel sonno dei bambini.
I disturbi respiratori del sonno ed in particolare la Sindrome delle apnee ostruttive del Sonno (OSAS) costituiscono un problema frequente e di rilevanza crescente sia per le possibili conseguenze legate alla sonnolenza diurna (incidenti lavorativi o stradali) sia per le conseguenze cardiovascolari e neurologiche.
Il russamento è un fenomeno benigno, autolimitantesi nel tempo, anche se può essere il sintomo sentinella di UARS o OSAS e certamente in questo caso non può più essere definito "primario" ma entra a far parte del corteo sintomatologico di queste sindromi e deve essere pertanto definito patologico.
È presente nel 7-9% dei bambini di età compresa fra 6 e 13 anni, in egual percentuale nei due sessi, tende a ridursi col passare degli anni.
La Sindrome delle apnee ostruttive nel sonno (OSAS), invece, è associata a vari sintomi notturni come russamento, sonno irregolare e agitato, movimenti paradossi toraco-addominali, episodi di cianosi e di dispnea che, nelle forme conclamate della malattia, possono esitare in vere e proprie crisi di apnea, con riduzione della saturazione dell'ossiemoglobina e/o presenza di ipercapnia.
Spesso al risveglio, i pazienti presentano facile irritabilità, sono disorientati o confusi, hanno secchezza delle fauci e talora cefalea.
La prevalenza della malattia si assume sia pari al 2% tra i quattro e i cinque anni di vita. Il picco di incidenza si osserva tra i tre e i sei anni e coincide con l'età di massimo sviluppo del tessuto linfatico adenotonsillare. Non sono state riscontrate sostanziali differenze nell'incidenza tra i due sessi.
Alcuni studi di coorte suggeriscono che l'anamnesi e l'esame obiettivo siano utili nella diagnosi dei disturbi respiratori del sonno.
Una revisione sistematica di studi di disegno eterogeneo e una linea guida sulla diagnosi dell'OSAS nei bambini riportano che la valutazione clinica possiede un’elevata sensibilità e una bassa specificità per la diagnosi di OSAS in confronto alla polisonnografia notturna (PSG). La valutazione delle dimensioni delle tonsille si effettua in base a scale graduate.
La pulsiossimetria notturna è un valido test diagnostico iniziale per i disturbi respiratori del sonno e l'OSAS per l'elevato valore predittivo positivo (97%), la semplicità di esecuzione e l'economicità.
La PSG notturna, procedura che permette la misurazione di numerosi parametri funzionali cardiaci, respiratori e neurologici e dei movimenti del corpo, è considerata il gold standard per la diagnosi dei disturbi respiratori del sonno e per stabilire la gravità dell'OSAS.
La fibroendoscopia permette inoltre di valutare la collassabilità delle pareti faringee, l'ostruzione da ipertrofia del polo superiore tonsillare e l'eventuale presenza di secrezioni.
La maggior parte dei bambini affetti da Sindrome delle apnee ostruttive del Sonno OSAS, che giungono all'osservazione del medico, presentano una evidente ipertrofia adenotonsillare.
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