SANTA MESSA DELLE ORE
Автор: IL PICCOLO MONDO DI GABRIELE BERTI
Загружено: 2020-09-28
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SANTA MESSA DELLE ORE 7:00 DALLA BASILICA SANTUARIO DI SANTA MARIA MATERDOMINI IN NOCERA SUPERIORE (SALERNO) LUNEDÌ 28 SETTEMBRE 2020 PRESIEDUTA DA PADRE VALERIO MOLINARO
La Basilica Santuario di Santa Maria Materdomini o Santuario dell'Assunta o ancora Santuario di Materdomini è una basilica pontificia minore, un santuario, un'ex abbazia benedettina e monumento nazionale italiano situata a Nocera Superiore, nella frazione di Materdomini, nella zona al confine con Roccapiemonte; fa parte della Diocesi di Nocera Inferiore-Sarno, retta dalla parrocchia di San Michele Arcangelo. Al suo interno viene venerato il quadro di Santa Maria Materdomini.
La costruzione di una prima piccola chiesa, dove venne miracolosamente rinvenuto il quadro della Madonna, è databile intorno al 1060, Padre Bernardino di Lioni nel 1834 nel suo libro "Libretto che contiene l'istoria della miracolosa immagine di Santa Maria Materdomini che si venera nella sua chiesa sita nelli confini della città di Nocera-Pagani" testiminia questo anno come l'inizio della primitiva cappella; nel 1909 Michele De' Santi nel suo libro "Storia del Santuario di Materdomini" conferma questa data per la prima costruzione e afferma che questa informazione Padre Bernardino di Lioni la trasse da alcune pergamene del 1400 scritte da un ragazzo di Roccapiemonte di cognome Ferrara. Il primo maggio del 1061 papa Niccolò II consacrò la cappella ed emanò un'indulgenza plenaria. Dal 1075 circa Pietro Regina e successivamente dal 1091 i fratelli Stefano e Nicola Pagano sotto l'ordine dei Preti Bianchi iniziarono a prendersi cura dell'immagine e della primitiva cappella, dal 1632 i Basiliani che rimasero in quel luogo fino al 1809 quando furono soppressi dall'occupazione Militare Francese e da allora fino ad oggi i Frati Francescani.
Nel 1300 Carlo II D'Angiò donò il castello di Castel San Giorgio e l'annessa cappella al santuario (allora abbazia benedettina); nel 1631 i Padri Benedettini iniziarono ad accogliere alcuni frati e alcuni novizi e da allora fino al 1653, quando il monumento longobardo venne donato alla parrocchia di san Biagio in Lanzara, il castello divenne un piccolo convento.
Il 10 giugno del 1749 la Sacra immagine venne incoronata del Capitolo Vaticano.
La basilica nei secoli passati è stata visitata da molti personaggi, ossia: Enrico IV (il quale fu guarito dalla lebbra-non si sa con certezza quale Enrico fu, ma si presume quello di Franconia), Papa Niccolò II (il quale consacrò il Santuario allora solo una semplice cappella), Ruggero I di Sicilia, Guglielmo il Malo (colui che spogliò il Santuario delle proprie ricchezze) e Guglielmo il Buono (colui che risarcì il Santuario dai furti commessi dal padre), Tancredi, Giovanna I e Giovanna II di Napoli, Alfonso II di Napoli, Ferdinando I di Napoli, Carlo V d'Asburgo, Dante Alighieri e Francesco D'Assisi[senza fonte].
Nel maggio del 1923 papa Pio XI ha elevato il santuario al rango di basilica minore. Nel 1931 fu dichiarato monumento nazionale.
Nel 1947, dopo i lavori di restauro dell'intera struttura, il santuario accolse il Congresso Mariano Salernitano-Lucano dove parteciparono i più importanti studiosi e religiosi della Campania.
Nel corso dei secoli molte grazie sono state attribuite alla Materdomini e con esse anche molti voti, questi gioielli in gran parte trovavano posto sul quadro fino al 1842 (quando furono rubate le due corone donate dal Capitolo Vaticano e ritrovate da un nobile nocerino), poi fino al 1914 (quando furono ri-rubate le corono e i gioielli poi ritrovati dopo qualche giorno a Civitavecchia) e scomparse definitivamente nel 2006 (quando dopo l'ultimo restauro furono messe dentro delle teche nella Congrega del Santo Rosario).
Il santuario accoglie le spoglie di Roberto d'Angiò (1258-1265), figlio di Carlo I d'Angiò e di Beatrice di Provenza, morto prematuramente all'età di 7 anni. La stessa regina Beatrice, deceduta il 23 settembre 1267 nel castello del Parco a Nocera Inferiore, fu tumulata provvisoriamente accanto ai resti mortali del figlioletto. Le sue spoglie, nel 1277, furono traslate ad Aix-en-Provence, nella chiesa di San Giovanni di Malta.
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