"Vittoria Mutilata": anatomia di un mito politico (Lorenzo Mori, 5AS)
Автор: Alessandro Benigni
Загружено: 2026-01-20
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00:00 - Introduzione al mito: si introduce la frase "Vittoria nostra, non sarai mutilata", scritta da Gabriele D'Annunzio nel 1918, come uno dei dispositivi psicopolitici più potenti della storia moderna.
00:58 - Il contesto del dopoguerra: Viene analizzato il sentimento di tradimento nell'Italia post-bellica: nonostante la vittoria tecnica, il divario tra le promesse territoriali del 1915 e i risultati dei trattati di pace di Parigi del 1919 generò un'ondata di umiliazione nazionale.
01:39 - Il peso del sacrificio umano: Con 650.000 soldati morti, il fallimento diplomatico venne percepito non come un problema politico, ma come un insulto personale alla memoria dei caduti, trasformando la questione in qualcosa di viscerale.
02:43 - Il contagio mentale (Gustave Le Bon): Viene spiegato come, secondo Le Bon, le folle non siano mosse dalla logica ma dalle emozioni. L'espressione "Vittoria Mutilata" agì come un virus mentale, un'immagine semplice e potente che si diffuse senza bisogno di prove.
03:06 - L'ideale dell'Io (Sigmund Freud): Il video illustra come D'Annunzio, nel ruolo di "poeta soldato", divenne il leader su cui le masse proiettarono i propri desideri e frustrazioni, canalizzando l'aggressività collettiva verso i "mutilatori" (alleati e politici interni).
03:34 - Linguaggio performativo (John Austin): Si analizza come certe frasi non descrivano la realtà ma la creino. Ripetere il concetto di mutilazione rese questa percezione una verità psicologica innegabile, legittimando qualsiasi azione per "guarire" la ferita.
04:33 - Mito politico vs Propaganda: Viene fatta una distinzione fondamentale: mentre la propaganda cerca di convincere con argomenti, il mito rivela una "verità sacra" che crea una comunità di fedeli (o sei con noi o sei un traditore).
07:16 - Carisma contro Burocrazia: Si discute di come il carisma di D'Annunzio abbia superato la legittimità del governo di Roma. In tempi di crisi, la narrazione epica e l'azione immediata del leader prevalgono sulla razionalità delle istituzioni.
08:03 - Il paradosso del "vincitore-vittima": Questa costruzione psicologica permise di salvare l'orgoglio nazionale (eroi vincitori) e allo stesso tempo giustificare la rabbia del dopoguerra attribuendo la colpa a traditori esterni ed interni.
10:18 - Fiume come laboratorio del Fascismo: L'impresa di Fiume viene descritta come il momento in cui il mito si fece azione, diventando il luogo dove nacquero i simboli e i riti (saluto romano, camicie nere, culto del leader) che sarebbero poi stati adottati da Mussolini.
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