Altamura: cori, applausi e lacrime per l’addio a Domi Martimucci
Автор: PuntoTV
Загружено: 2015-08-07
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Описание: Cori da stadio, applausi, lunghi silenzi, lacrime e, alla fine, tanti palloncini bianchi liberati nel cielo. Quel cielo dove è volato Domenico Martimucci, il calciatore 26enne, ribattezzato “il piccolo Zidane”, che non ce l’ha fatta a vincere la sua partita più difficile. Erano davvero in tanti, tantissimi, allo stadio D’Angelo di Altamura, per dare l’ultimo saluto a quel ragazzo sorridente e solare che ha avuto la sfortuna di trovarsi nel posto sbagliato al momento sbagliato. Non si è mai risvegliato dal coma nel quale era sprofondato il 5 marzo scorso, quando una mano criminale piazzò un terribile ordigno che fece saltare la sala giochi Green Table di Altamura. Troppo gravi le ferite alla testa, per sperare di tornare alla vita. Nessuno, nonostante il sole cocente, ha però voluto mancare all’appuntamento per l’addio a quel ragazzo amato da tutti. Una celebrazione non convenzionale, celebrata non in chiesa, ma nello stadio D’Angelo (come vediamo nelle immagini gentilmente concesse da Canale 2 di Altamura) l’unico luogo, forse, in grado di accogliere l’abbraccio ideale di migliaia di persone. In prima fila, oltre ai sindaci di Altamura e Castellaneta, la città dove Domi giocava, anche i primi cittadini di Santeramo e i vicesindaci di Bari e Gravina, ma anche il prefetto Carmela Pagano e il governatore Michele Emiliano. La Regione Puglia ha già annunciato che si costituirà parte civile nel processo ai presunti responsabili. “Oggi questo luogo diventa una chiesa a cielo aperto - ha detto il vescovo, Giovanni Ricchiuti, che ha celebrato la messa - per dare l’abbraccio a Domenico dopo cinque mesi di speranze e di cure. La sua vita è stata spezzata in un modo incomprensibile e assurdo – ha detto nella sua omelia - Domenico sembra aver perso l’ultima partita per un intervento a gamba tesa criminale che ha distrutto i progetti, i sogni, il futuro di questo nostro fratello. Invece Domenico – ha aggiunto monsignor Ricchiuti - vive e vivrà per sempre perché la memoria di lui, colma di ricordi e rimpianto, sarà stimolo per tanti giovani e per tutti i cittadini di Altamura per vivere nella legalità e per vigilare affinchè nessuno possa mettere le mani sulla città”. Il momento più toccante, alla fine, con la processione di familiari e conoscenti alla bara, posizionata sul prato verde, circondata da palloni e maglie da calcio. Quel calcio che Domi tanto amava e che ora, anche lassù, continuerà a giocare con gli angeli.
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