Video 6. La peste dell'amor proprio nell'anima e nella città
Автор: Eleonora POLO
Загружено: 2026-03-04
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Cos’è la città propria?
È l’anima, è la nostra coscienza che resterà sempre presso di noi, anche dopo questa nostra vita staremo con la nostra anima.
Invece la città prestata è la città che il Signore ci ha dato per il tempo di questa vita, cioè i nostri beni, le cose per cui siamo responsabili e siamo amministratori, e i personaggi politici sono amministratori del bene pubblico che è prestato loro, e di cui essi non sono i padroni.
Notiamo in questa lettera di santa Caterina, questa opposizione: la forza del cuore in colui che obbedisce al richiamo della coscienza, e invece la paura del timoroso di perdere i propri interessi e questo timore blocca il cuore, impedisce alla coscienza di vivere secondo verità e lo piega ai suoi istinti più bassi, quelli animaleschi dice santa Caterina.
Quindi la lotta dentro al cuore di un governatore, è principio di felicità o infelicità dei suoi sudditi e di tutto il bene comune.
L’amor proprio e il timore servile sono la vera piaga che distrugge l’interesse e la concordia di una città pubblica, della città prestata. Il timore servile è il timore di perdere i propri interessi a cui l’amor proprio ha legato in maniera disordinata e in maniera forte il cuore di un politico, di una persona che responsabilità del bene comune. L’amor proprio fa di una città libera una città schiava, e della città prestata ne fa una città prigioniera degli interessi del dittatore.
Chi è schiavo dell’amor proprio è un infelice perché comincia ad avere timore e sospetto di tutto. L’amor proprio sconvolge il giudizio giusto, che significa condannare gli innocenti e lasciare liberi, assolvere gli iniqui.
Chi è il servo giusto di Dio, per Caterina da Siena?
“È colui che cerca l’onore di Dio, la salute dell’anima e la pace e la quiete della città.”
Quali sono le armi del giusto?
Non sono la violenza, il potere politico, non è diffamare il dittatore e usare linguaggi sconvenienti, aggressivi verso la persona. È il desiderio di conversione e le lacrime di intercessione per la sofferenza che attraversa la società umana, egli piange sul dolore dei poveri, piange per la violenza nel mondo e così presenta a Dio le sue lacrime e chiede a Dio di ammorbidire, di convertire le persone che sono in carica e che hanno potere di cambiare le ingiustizie.
“Cambiate il vostro Cuore”. Mt 10, v.28
“non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo, e non hanno il potere di uccidere l’anima, temete piuttosto chi ha il potere di far perire e il corpo e l’anima nella Geena”
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