L'infanzia di Maria - Fabrizio De Andrè
Автор: FaberZenaFaber
Загружено: 2013-05-28
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1970 La buona novella..
Consegnata ai vecchi sacerdoti quando aveva solo tre anni, Maria impara a misurare il tempo con il succedersi delle preghiere, fino a quando l'ingresso nella pubertà fa ritenere ai sacerdoti che una fanciulla, divenuta donna e quindi impura, non possa più restare nel recinto sacro del tempio. Così, con grande concorso di popolo, si tiene un'insolita asta pubblica per assegnare in sposa la giovane Maria. La sorte assegna a Giuseppe, un vecchio falegname, quella che, in realtà, è per lui una figlia piuttosto che una moglie.
Questa è la trama, impreziosita dalla trascrizione, sulla busta interna del disco, di alcuni brani del protovangelo di Giacomo. La canzone si chiude sulla voce narrante del solista, che cita un altro passo dello stesso vangelo: Giuseppe porta Maria nella propria casa e subito la lascia per andare a svolgere un lavoro che lo terrà lontano quattro anni....
Il coro... prima piange l'infanzia reclusa della giovane e poi impersona la folla durante l'assegnazione di Maria.
L'INFANZIA DI MARIA
Coro:
Laudate dominum
Laudate dominum
Laudate dominum
Voce:
Forse fu all'ora terza forse alla nona
cucito qualche giglio sul vestitino alla buona
forse fu per bisogno o peggio per buon esempio
presero i tuoi tre anni e li portarono al tempio
presero i tuoi tre anni e li portarono al tempio.
Non fu più il seno di Anna fra le mura discrete
a consolare il pianto a calmarti la sete
dicono fosse un angelo a raccontarti le ore
a misurarti il tempo fra cibo e Signore
a misurarti il tempo fra cibo e Signore.
Coro:
Scioglie la neve al sole ritorna l'acqua al mare
il vento e la stagione ritornano a giocare
ma non per te bambina che nel tempio resti china
ma non per te bambina che nel tempio resti china.
Voce:
E quando i sacerdoti ti rifiutarono alloggio
avevi dodici anni e nessuna colpa addosso
ma per i sacerdoti fu colpa il tuo maggio
la tua verginità che si tingeva di rosso
la tua verginità che si tingeva di rosso.
E si vuol dar marito a chi non lo voleva
si batte la campagna si fruga la via
popolo senza moglie uomini d'ogni leva
del corpo d'una vergine si fa lotteria
del corpo d'una vergine si fa lotteria.
Coro:
Sciogli i capelli e guarda già vengono...
Guardala guardala scioglie i capelli
sono più lunghi dei nostri mantelli
guarda la pelle viene la nebbia
risplende il sole come la neve
guarda le mani guardale il viso
sembra venuta dal paradiso
guarda le forme la proporzione
sembra venuta per tentazione.
Guardala guardala scioglie i capelli
sono più lunghi dei nostri mantelli
guarda le mani guardale il viso
sembra venuta dal paradiso
guardale gli occhi guarda i capelli
guarda le mani guardale il collo
guarda la carne guarda il suo viso
guarda i capelli del paradiso
guarda la carne guardale il collo
sembra venuta dal suo sorriso
guardale gli occhi guarda la neve guarda la carne del paradiso.
Voce:
E fosti tu Giuseppe un reduce del passato
falegname per forza padre per professione
a vederti assegnata da un destino sgarbato
una figlia di più senza alcuna ragione
una bimba su cui non avevi intenzione.
E mentre te ne vai stanco d'essere stanco
la bambina per mano la tristezza di fianco
pensi "Quei sacerdoti la diedero in sposa
a dita troppo secche per chiudersi su una rosa
a un cuore troppo vecchio che ormai si riposa".
Secondo l'ordine ricevuto Giuseppe portò la bambina nella propria casa
e subito se ne partì per dei lavori che lo attendevano fuori dalla Giudea.
Rimase lontano quattro anni.
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