Guerra, l'Italia e la Nato si blindano: in Bulgaria i nostri soldati per evitare l'escalation
Автор: Il Messaggero
Загружено: 2026-02-24
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Il reportage di Nicola Pinna da Nova Selo, Bulgaria.
Al tramonto gli elicotteri americani sparano ancora. Una raffica dietro l’altra, fino alle undici di notte. L’eco delle esplosioni arriva lontano, ben oltre quei cento chilometri che separano la più grande base militare della Bulgaria dalle rive del Mar Nero. La costa è lì e oltre si ripete anche oggi il solito viavai di quei finti pescherecci che nascondono le spie di Mosca, dove incrociano mercantili che trasportano armi e soldati senza uniforme. Odessa è sul versante opposto del litorale. Le esplosioni delle esercitazioni arrivano lontano, fin dove si spingono le orecchie sempre attente del Cremlino. La Nato la chiama deterrenza, ma qui le truppe si preparano a combattere. E non è uno scenario che i generali si sentono di escludere. Quattro anni dopo l’attacco all’Ucraina l’Europa ha ancora paura. Si è blindata sì, ma la minaccia non è solo militare. Le trattative diplomatiche non rassicurano i comandanti, che ogni giorno studiano la reazione allo scenario peggiore. «Abbiamo creato una linea di controllo in tutto il fianco est e in questo l’Italia svolge un ruolo di primo piano, di riferimento sottolinea il colonnello Matteo Epifani, che non solo è il comandante dei Bersaglieri ma di tutto il contingente internazionale Oltre alla Bulgaria infatti i nostri militari sono pronti anche in Lettonia, con un assetto un po’più piccolo, in Ungheria ed Estonia. La Nato ha riposizionato tutte le sue unità su questo confine e riesce a svolgere un ruolo credibile che può scoraggiare le minacce. Tra l’altro la presenza può essere ulteriormente rafforzata in tempi brevi».
Immagini e montaggio: Tommaso Provera
#guerra #Nato #Ucraina
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