La classificazione delle voci nel canto lirico (Voice Classification) - Astrea Amaduzzi
Автор: Accademia Nazionale di Belcanto Italiano
Загружено: 2019-10-24
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La classificazione delle voci nel canto lirico - Documentario di Belcanto Italiano, Recanati 8-05-2017 - Soprano e Docente di Tecnica Vocale, ASTREA AMADUZZI
Voice Classification in Operatic Singing - Recanati, 8 May 2017 - Documentary with Astrea Amaduzzi
I parametri per classificare la voce (soprano, mezzosoprano, contralto, tenore, baritono, basso) di chi voglia affrontare il repertorio lirico sono i seguenti :
1. timbro (dato da valutare ma non basta da solo, perché basandosi solo sul timbro o principalmente sul timbro si può sbagliare la classificazione vocale, ad es. si può avere un certo grado di timbro scuro di voce ma essere tenori come nel caso di De Lucia, e c'è anche chi era baritenore come Manuel Garcia padre, primo interprete del Barbiere di Siviglia nel 1816 al Teatro Argentina di Roma, oppure si può avere un timbro più chiaro ma essere baritoni come nel caso ad es. di Mattia Battistini)
2. estensione (dato importante ma preso a se stante può indurre in errore il docente e anche lo studente di canto nella classificazione, se non si tiene conto della "tessitura". Molti classificano una voce sulla base della nota più acuta raggiunta (il giovane Gigli oggi l'avrebbero fatto cantare da baritono), ma bisogna vedere se la voce in specifico si trova naturalmente comoda a rimanere quasi sempre nell'area dei sopracuti, e quindi avrà una tessitura molto acuta da soprano o tenore lirico-leggero come nel caso della Galli-Curci o di Ugo Benelli, oppure se questi sopracuti sono una possibilità che si ha a disposizione ma da usare raramente, e allora si avrà una tessitura meno acuta, per es. persino un tenore lirico-spinto può avere note acutissime a disposizione, come Lauri-Volpi, ma prediligere quantitativamente un repertorio basato su Trovatore, Aida e Tosca, in quanto, a differenza di un tenore di grazia come Kraus, aveva più corpo di voce ed estensione nelle note medio-gravi)
3. tessitura [PARAMETRO FONDAMENTALE]
4. passaggio di registro agli acuti (uomini), per es. il tenore l'ha sul fa diesis; primo e secondo passaggio di registro (donne), ad es. il soprano ha il primo passaggio sul mi bemolle centrale e il secondo passaggio, quello agli acuti, sul fa diesis, come lo ha il tenore, ma un'ottava sopra - in sostanza gli uomini ne hanno uno e le donne ne hanno due [PARAMETRO FONDAMENTALE]
5. voce parlata (dato da valutare, soprattutto se vi è una corrispondenza netta tra la tipologia di voce parlata con quella cantata, ma non sempre è così)
(6. fattore psicologico, parametro che alcuni insegnanti e studenti di canto utilizzano. Dato sempre sbagliato, quanti si sentono tenori e hanno le corde da baritoni o si sentono baritoni e hanno le corde da tenori, o si sentono soprani e hanno le corde da mezzosoprani, o si sentono mezzosoprani ma hanno le corde da contralti, ecc. - la tipologia di corde vocali non si sceglie, è quella che ci si ritrova come dono naturale, il fattore psicologico porta solo fuori strada chi vuole classificare una voce e chi viene classificato come voce di un determinato tipo).
Riassumendo, i parametri corretti per la valutazione di una voce sono solo cinque, di questi cinque i FONDAMENTALI sono :
1. "tessitura" e 2. "passaggio/passaggi di registro"; estensione, timbro e voce parlata sono certamente da tenere presenti, assieme ai due fondamentali, ma restano secondari.
Il fattore psicologico è da scartare totalmente.
N. B. nella valutazione della voce è naturalmente importante tener presente l'età del soggetto, perché è chiaro che una classificazione definitiva si può dare solo dopo la muta vocale completa del ragazzo - ragazza. Anche dopo la muta, comunque, bisogna porre particolare attenzione allo sviluppo della voce specifica, tenendo presente che per es. una voce di soprano a 20 anni tende ad essere più chiara e meno corposa rispetto ad una voce di soprano di 30 o 40 anni; può succedere che una tal voce da molto giovane prenda facilmente anche i sopracuti fino poniamo al fa sopracuto e che negli anni, inscurendosi leggermente la voce e acquistando più corpo con l'età e la maturazione della voce, si perda in estensione un semitono, massimo un tono nei sopracuti, comunque se dopo la muta si è soprani si resta soprani fisiologicamente parlando, non si cambia certo registro solo perché la voce col tempo acquista più corpo, con lo sviluppo dell'età e dello studio, se si è soprani non si diventa mai mezzosoprani o viceversa, il caso di Bergonzi viene sempre citato per sostenere il contrario, ma è chiaro, molto semplicemente, che era fisiologicamente un tenore anche prima di cambiare repertorio!
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