Una giornata qualunque del danzatore Gregorio Samsa - Trailer
Автор: TPE - Teatro Astra
Загружено: 2019-01-28
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Описание:
Produzione TPE
CON LORENZO GLEIJESES / REGIA E DRAMMATURGIA EUGENIO BARBA, LORENZO GLEIJESES, JULIA VARLEY / SUONO E LUCI MIRTO BALIANI / VOCI OFF EUGENIO BARBA, GEPPY GLEIJESES, MARIA ALBERTA NAVELLO, JULIA VARLEY / ASSISTENTE ALLA REGIA MANOLO MUOIO / CONSULENZA DRAMMATURGICA CHIARA LAGANI / SPAZIO SCENICO ROBERTO CREA / GLI OGGETTI COREOGRAFICI SONO FRUTTO DELL’INCONTRO CON MICHELE DI STEFANO NELL’AMBITO DEL PROGETTO 58° PARALLELO NORD / PRODUZIONE TPE – TEATRO PIEMONTE EUROPA – NORDISK TEATERLABORATORIUM – GITIESSE ARTISTI RIUNITI IN COLLABORAZIONE CON CENTRO COREOGRAFICO KÖRPER
VIDEO A CURA DI FRANA PRODUCTION
Lorenzo Gleijeses porta in scena la vicenda di Gregorio Samsa, un danzatore immaginario, omonimo del protagonista de La Metamorfosi di Franz Kafka. Lo spettacolo è frutto di quattro anni di confronto con un maestro indiscusso dell’avanguardia teatrale mondiale: Eugenio Barba, che firma qui in oltre mezzo secolo la sua prima regia esterna all’Odin Teatret e senza avvalersi dei suoi attori, e al tempo stesso la sua prima co-regia assieme a Gleijeses e a un’altra leggenda del teatro internazionale, Julia Varley.
Sul palco osserviamo Gregorio svolgere la sua routine quotidiana mentre interagisce con una tecnologia pervasiva. Il protagonista è impegnato nella continua ripetizione delle sue partiture, che deve memorizzare in vista di un imminente debutto. Ripete maniacalmente solo sei movimenti nello spazio in infinite varianti, quasi a sfidare sé stesso e i confini tra reale e immaginario. È convinto che attraverso la ripetizione sia possibile giungere a un alto livello di qualità interpretativa. La sua ricerca artistica mira alla libertà. Doppia la sua stessa vita e acquisisce una ricchezza labirintica che sarà squarciata dalla volontà di inseguire sé stesso. Il suo perfezionismo lo catapulta in un limbo in cui si erodono i confini tra reale e immaginario, lavoro e spazio intimo, fra teatro e vita quotidiana. Si scontrano, allora, le esigenze del mondo esterno e le sue profonde necessità personali. L’atmosfera al confine tra reale e immaginario è arricchita dalle creazioni sonore e dalle luci di Mirto Baliani. La consulenza drammaturgica è di Chiara Lagani. Gli oggetti coreografici nascono da una serie di incontri con il coreografo Michele Di Stefano nell’ambito del progetto 58° Parallelo Nord: nome che trae spunto dalla latitudine di Hostelbro in Danimarca, dove hanno sede l’Odin Teatret e l’International School of Theatre Anthropology che hanno ospitato il lavoro drammaturgico condotto fra Gleijeses, Barba e Varley.
Così Eugenio Barba racconta la genesi del lungo periodo di approccio, studio e prove: «Non riuscivo a scorgere niente in quei movimenti astratti: l’unica vaga associazione l’avevo avuta quando era al suolo e si contorceva come uno scarafaggio rovesciato sul dorso. Scherzando gli dissi che avrebbe potuto chiamare il suo spettacolo “La metamorfosi” di Kafka. Diceva Meyerhold che non bisogna mai scherzare con i pedanti, perché prendono tutto alla lettera. Lorenzo non è un pedante. Cosa sia, lo potete immaginare quando il giorno dopo, sempre nello stesso corridoio, mi pregò di vedere come aveva adattato i suoi materiali al testo della “Metamorfosi”. Durante la notte aveva registrato il testo di Kafka che adesso, nella parte finale, una voce fuori campo interpretava durante le sue contorsioni. Il risultato era embrionico, non capivo se fosse maschio o femmina, che cosa volesse diventare, se avesse vitalità per crescere durante i futuri mesi di gestazione. Ero però, impressionato dalla determinazione di Lorenzo e Mirto Baliani che nel giro di una notte avevano trasformato una battuta ironica in realtà scenica: una presa di posizione. […] Non conosco l’arte di rimanere a galla da solo. Allora cerco la mano di un altro – un individuo disperato, fiducioso, ambizioso o ingenuo, ferito profondamente o che vuole scappare da sé stesso. È un individuo pronto a spingere il mare insieme a me verso quel muscolo che pompa sangue. E quando esausti sentiamo che è impossibile, il mare è una goccia che cola azzurra sulla gota di uno spettatore. Suona sentimentale, ma lo sforzo ne vale la pena».
Lo spettacolo ha avuto un’anteprima a inizio dicembre 2018, al Teatro Studio di Scandicci per la stagione del Teatro Nazionale della Toscana. Dopo le repliche all’Astra fino a domenica 20 gennaio andrà a Milano (Triennale Teatro dell’Arte, da giovedì 24 a domenica 27 gennaio) e a Bologna (Centro Teatrale La Soffitta, Dams, martedì 30 gennaio).
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