Attacco all'IRAN - La posizione di ORA!
Автор: Michele Boldrin
Загружено: 2026-03-01
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Sulla base del comunicato gia' emesso stamane (vedi sotto) dalla Direzione di ORA!, ne discutono Michele Boldrin, Plinio Perin, Samuele Violini, Francesco Di Paola, Amedeo Maddaluno, Leonardo Berti e Mirko Campochiari.
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Nella mattinata di oggi, 28 febbraio 2026, il Medio Oriente ha vissuto una nuova e grave escalation della crisi iraniana. Israele e Stati Uniti hanno avviato una campagna di bombardamenti aerei contro obiettivi in Iran, dichiarando come obiettivo la leadership della Repubblica Islamica e infrastrutture strategiche del Paese.
L’Iran ha risposto con una serie di lanci di missili balistici e droni diretti sia verso i principali centri abitati di Israele sia contro basi militari statunitensi negli Emirati Arabi Uniti, in Qatar, Kuwait, Bahrain, Iraq e Giordania. L’offensiva e la controffensiva sono tuttora in corso e lo scambio di attacchi rischia di protrarsi nei prossimi giorni, con conseguenze potenzialmente gravissime per la stabilità regionale nonchè per la popolazione civile iraniana che rischia di subire le disastrose conseguenze di un nuovo conflitto armato.
ORA! esprime forte preoccupazione per l’escalation in atto e condivide pienamente le preoccupazioni espresse nel Joint Statement del Presidente del Consiglio europeo António Costa e della Presidente della Commissione Ursula von der Leyen.
Tuttavia, ORA! ritiene che l’uso unilaterale della forza rappresenti un atto da condannare con fermezza. Pur nella consapevolezza della natura autoritaria del regime iraniano, già oggetto di sanzioni europee, nulla può giustificare azioni che rischiano di incendiare ulteriormente la regione e compromettere la stabilità internazionale.
L’esperienza recente dimostra che interventi militari esterni non producono automaticamente libertà o democratizzazione, ma spesso generano instabilità prolungata, vuoti di potere e conflitti interni. L’Iran, paese multi-etnico con oltre 90 milioni di abitanti, non fa eccezione: un’eventuale destabilizzazione potrebbe avere conseguenze regionali estremamente gravi.
Per queste ragioni, ORA! auspica con urgenza una de-escalation immediata e il ritorno alla via diplomatica. Allo stesso tempo, invitiamo l’Unione europea e il governo italiano a esprimersi con maggiore fermezza nella condanna di ogni violazione del diritto internazionale, rafforzando il proprio ruolo di attore credibile per la pace, la sicurezza regionale e la tutela delle popolazioni civili.
Solo il diritto internazionale, il dialogo e la cooperazione multilaterale possono evitare una pericolosa deriva verso un conflitto più ampio e incontrollabile.
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