ROMA | Ripensando ai Paninari Anni 80
Автор: LUOGHI Diario
Загружено: 2026-02-23
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Sulle note e versi di una canzone rap dell'amico Ando di Milano, «l'Ultimo dei Paninari» dalle sonorità sincopate in perfetto stile 80, mi incammino in Timba e Moncler per strade del centro ripensando proprio a quegli anni dell'adolescenza alle scuole Superiori vissuti da Paninaro col sabato a spasso, tra P.za Euclide e P.za Giuochi, quando non solo la città era diversa, ma era proprio un altro Mondo! Ogni tanto ripenso a quel periodo con nostalgia e affetto. Nella spassosa commedia di Woody Allen "Midnight in Paris" il personaggio pedante dell'odioso saputo sostiene trattarsi della Sindrome dell'epoca d'oro quella di illudersi che vivendo in altre epoche del passato si sarebbe stati più felici che nell'odierna. Personalmente senza scomodare i secoli passati rivivrei solo negli Anni 80, ma mi accontento dei ricordi!
Il vocabolo Paninari fu usato come etichetta colloquiale, ripresa poi sui giornali, dal giornalista sportivo Gianni Brera, inventore di neologismi del Calcio, prendendo spunto dal nome del bar «Al Panino» per riferirsi a quelli che stabilmente lì sostavano. L'enciclopedia Treccani precisa che per “paninaro” fino a quel momento si intendeva solo "produttore/venditore di panini" come la catena Panino Giusto, dal 1979 fra i palazzi della vecchia Milano in C.so Garibaldi con una nuova concezione di panino gourmet e che anni dopo rileverà pure il locale «Al Panino». Oggigiorno circolano fake news amplificate dai Social ed errate ricostruzioni interpellando la AI: come un presunto articolo di giornale riguardante i Paninari fin dal 1976, quando ancora non esisteva nemmeno il bar Al Panino; o leggenda che siano nati alle pasticcerie Zamberletti a Varese o Paganini a Busto Arsizio.
Seppur le origini dei Paninari siano intrecciate ad aneddoti leggendari si è concordi sul collocarne conclusione a Dicembre 1989 data di chiusura del giornalino «Paninaro». Altrettanto corretto riepilogarne tre fasi cronologiche:
1979-81 (i fondatori)
Il primo nucleo, di chi sarà poi definito Paninari, prende forma in fase embrionale dal 1979 e si sviluppa nel biennio 1980/81. Sono i cosiddetti "fondatori" o primissimi Paninari ancora comitiva urbana nata da un'iniziale dozzina di ragazzi della ricca borghesia. In Piazza Liberty, geograficamente e ideologicamente distante da S.Babila e Sanbabilini degli Anni di Piombo e accomunati proprio dal riflusso e disimpegno, adottano un medesimo look identitario e uno slang accattivante fatto di inglesismi. Col mito del weekend in montagna a Curma con Renegade e Volvo Station prima di partire o al rientro da giornate sulla neve sostavano al bar in abbigliamento sci: occhiali Ray-Ban, cappellino lana, Moncler, felpa (non c'erano i pile) Timba utilizzate come doposci. Simpatici, abbronzati, spigliati e con uno slang smargiasso (immortalato nell'83 nel cult movie "Vacanze di Natale" dei Vanzina con Dogui e gli immaginari fratelli Covelli in Schott e Moncler) riscuotendo successo, specie con le ragazze, altri iniziano a copiarli, imitandone persino l'abbronzatura da neve sostituita dalle lampade in città consolidando così a inizi Anni 80 il fenomeno Paninari.
1982-85 (1^ generazione)
Nel quadriennio il fenomeno Paninari si afferma e consolida. Si trasferiscono lato San Babila, dopo l'apertura a fine 1981 del fast-food «Burghy», su L.go Toscanini che funge da nuova piazzetta ritrovo. Per lo più adolescenti e liceali, l'identificazione del termine paninaro si fa chiara e dal 1983, divenuti centinaia, sono un vero e proprio fenomeno sociale e culturale. Raggiungono l'apice della notorietà al grande pubblico dal 1984 portati alla ribalta grazie alla visibilità sui mass-media: un reportage di Enzo Biagi sulla Rai; la parodia a Drive-In col personaggio Paninaro di Enzo Braschi dal Novembre '84; un articolo sul Corriere della Sera dell'84 su uno degli episodi più gravi: violento scontro coi punk in concomitanza del loro corteo di protesta sfilando per P.za S.Babila dopo la chiusura del centro sociale, con un'ottantina di arresti tra i paninari erratamente accumunati alla delinquenza minorile quale nuova "banda giovanile".
1986-89 (2^ generazione)
Quadriennio della diffusione in tutt'Italia dall'uscita in edicola di «Paninaro» nel Gennaio '86 con centinaia di migliaia di copie mensile, seguito da altri giornalini e riviste sui Paninari. Più condizionati della precedente generazione dall'edonismo reaganiano dell'epoca, ribadisce l'apoliticità del movimento e pur adottando nuovi brand nel look mantengono il mito del motorino ai 14 anni, della 125cc ai 16 e dell'auto Jeep ai 18. Sebbene allo stadio alcuni militarono nei gruppi Ultras, col leader "Armiere" Paolo Coliva classe 64 che nell'86 fondò gli Skin dell'Inter, la maggioranza preferiva divertirsi ritrovandosi tra bar, fast-food e discoteche delle rispettive città com'è sano e normale a quell'età. Si narra di scazzottate, ma per lo più per non farsi rapinare piumini e scarpe come nel film: "Sposerò Simon Le Bon".
Roma, Febbraio 2026
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