L'Acropoli di Elea-Velia
Автор: Arch_Florigi
Загружено: 2021-08-20
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L'Acropoli di Elea-Velia e la città antica nel periodo del suo splendore. Elea-Velia prima, e Castellammare della Bruca, poi. I Focesi insediatisi nel nostro territorio intorno al 540 a.C., fondarono Elea, più nota col nome latino di Velia. Essi cominciarono ad avviare una fiorente economia basata sul commercio e sulle attività legate alla pesca e alla navigazione, mantenendo nel contempo ottimi rapporti con la popolazione indigena. In questo clima nacque e fiorì una delle correnti più importanti della filosofia ellenistica, la Scuola Eleatica, che ebbe tra i suoi esponenti di spicco Parmenide, Zenone e Melisso. Con la dominazione di Roma, Elea divenne Velia e, grazie al suo clima mite e all'incantevole paesaggio, divenne meta di personalità illustri del tempo tra i quali Orazio e Cicerone, continuando a occupare un posto di rilievo nel panorama economico e politico dell'epoca. A causa di devastanti inondazioni, famosa quella del V secolo d.C., alle invasioni longobarde e ad altre calamità succedutesi nei secoli, Velia conobbe un lungo periodo di declino, e i resti dell'antica civiltà, di cui solo una minima parte è venuta alla luce negli ultimi decenni, restano sepolti e dimenticati.
Nel periodo antico, tre nuclei costituivano la struttura urbana della città:
Quartiere meridionale, centro politico e residenziale. Nella sua area era presente l'agorà.
Quartiere settentrionale era la zona a servizio del porto, già utilizzato da una popolazione indigena, di cui sono state scoperte alcune tombe.
L'acropoli, distaccata dagli altri quartieri e che dovette essere il primo nucleo di Velia con la presenza del cosiddetto "Villaggio in Poligonale". Sul crinale, circondato dal mare, sorse intorno al 480 a.C. il tempio principale in stile ionico dedicato ad Atena, di cui sono rimasti i resti dello stereobate. L'asse viario principale portava da Porta Marina del Quartiere Meridionale a Porta Rosa. Lungo il percorso erano posizionati diversi edifici ed aree sacre (la palestra "Juventutis" con un quadriportico ed un criptoportico, le terme imperiali, il santuario di Asclepio, già individuato come l'agorà). La strada attraversava la bellissima Porta Rosa, per poi ridiscendere verso il quartiere settentrionale ed il porto sull'Alento. Il crinale collinare che divideva la città, dall'acropoli, attraverso una serie di terrazze sacre, sino a Castelluccio, punto più alto della città, erano ubicate le mura che definivano il perimetro della città.
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