Lettera di Aldo Moro a Cossiga (29/03/1978)
Автор: Indimenticabile TV
Загружено: 2025-03-16
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Lettera di Aldo Moro a Cossiga (29/03/1978)
Recapitata la sera del 29 marzo 1978 insieme alla lettera indirizzata alla moglie, Eleonora, e a quella per il collaboratore Nicola Rana, fu pubblicata il 30 marzo. Nella lettera alla moglie si fa esplicito riferimento alla data di scrittura, il 26 marzo, giorno di Pasqua. Intorno alla stessa data è collocabile anche la stesura di questa lettera, che il 6 aprile fu inoltrata dal ministro Cossiga alla Procura della Repubblica di Roma.
Il segretario particolare di Moro porta a Cossiga una lettera scritta dal presidente, Cossiga legge la lettera ad Andreotti e afferma che sarebbe meglio aprire un canale con le BR, che però rendono pubblico lo scritto: la trattativa riservata non può neanche partire. Le perizie effettuate lasciano intendere che il rapito possa essere stato drogato: la condizione di Moro sarebbe quindi tale per cui il valore morale delle sue lettere ha perso credibilità.
L'agguato di via Fani (o strage di via Fani) fu un attacco terroristico compiuto da militanti delle Brigate Rosse il mattino del 16 marzo 1978 in via Mario Fani a Roma per sequestrare Aldo Moro, Presidente del Consiglio nazionale della Democrazia Cristiana, uccidendo tutti i componenti della sua scorta. Il sequestro durò 55 giorni e si concluse con il ritrovamento del cadavere di Moro nel bagagliaio di una Renault 4 rossa in via Michelangelo Caetani.
Le modalità precise dell'agguato (denominato in codice all'interno delle Brigate Rosse operazione "Fritz"), i dettagli operativi, le circostanze precedenti e successive all'attacco, le responsabilità, i componenti del gruppo di fuoco terroristico, l'eventuale presenza di altre componenti estranee alle Brigate Rosse o di connivenze e aiuti esterni, sono tutti aspetti della vicenda aspramente dibattuti in sede processuale, parlamentare e pubblicistica.
La mattina del 16 marzo 1978, giorno in cui il nuovo governo guidato da Giulio Andreotti stava per essere presentato in Parlamento per ottenere la fiducia, l'auto che trasportava Aldo Moro dalla sua abitazione alla Camera dei deputati fu intercettata e bloccata in via Mario Fani a Roma da un nucleo armato delle Brigate Rosse.
In pochi minuti, sparando con armi automatiche, i brigatisti uccisero i due carabinieri a bordo dell'auto di Moro (Oreste Leonardi e Domenico Ricci) e i tre poliziotti che viaggiavano sull'auto di scorta (Raffaele Iozzino, Giulio Rivera e Francesco Zizzi), quindi sequestrarono il presidente della Democrazia Cristiana Aldo Moro.
Dopo una prigionia di 55 giorni, durante la quale le Brigate Rosse richiesero invano uno scambio di prigionieri con lo Stato italiano, Moro fu sottoposto a un processo politico da parte del cosiddetto "tribunale del popolo", istituito dalle stesse BR, e quindi ucciso il 9 maggio.
Il suo cadavere fu ritrovato quello stesso giorno nel bagagliaio di una Renault 4 rossa parcheggiata a Roma in via Michelangelo Caetani, distante circa 150 metri sia da via delle Botteghe Oscure, sede nazionale del Partito Comunista Italiano, sia da Piazza del Gesù, sede nazionale della Democrazia Cristiana.
Aldo Romeo Luigi Moro (Maglie, 23 settembre 1916 – Roma, 9 maggio 1978) è stato un politico e giurista italiano.
Tra i fondatori della Democrazia Cristiana e suo rappresentante nella Costituente, ne divenne dapprima Segretario dal 1959 al 1964 e in seguito Presidente nel 1976; all'interno del partito aderì inizialmente alla corrente dorotea, ma negli anni 1960 assunse una posizione più indipendente formando la corrente morotea.
Fu Ministro della giustizia (1955-1957), della Pubblica istruzione (1957-1959) e per quattro volte Ministro degli esteri (1969-1972 e 1973-1974) nei governi presieduti da Mariano Rumor ed Emilio Colombo.
Cinque volte Presidente del Consiglio dei ministri, guidò governi di centro-sinistra "organico" tra il 1963 e il 1968 e tra il 1974 e il 1976 promuovendo la cosiddetta strategia dell'attenzione verso il Partito Comunista Italiano attraverso il compromesso storico e determinò la nascita del Governo Andreotti III (definito il governo della non-sfiducia) sul quale il PCI garantiva l'astensione.
Fu rapito dalle Brigate Rosse il 16 marzo 1978 mentre il Governo Andreotti IV (in cui veniva garantito l'appoggio esterno del PCI) si apprestava a ottenere il voto di fiducia da entrambi i rami del Parlamento; fu assassinato il 9 maggio successivo dopo 55 giorni di prigionia.
Aldo Moro fu uno dei quattro Presidenti del Consiglio dei Ministri ad aver ricoperto questa carica per un periodo cumulativo maggiore di cinque anni, insieme ad Alcide De Gasperi, Giulio Andreotti e Silvio Berlusconi.
Tali 55 giorni furono caratterizzati da indagini spesso senza costrutto, lunghi dibattiti politici sull'opportunità di trattare per la liberazione dell'ostaggio, pubblicazioni di messaggi delle BR e lettere dello stesso Aldo Moro.
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