Glaucoma
Автор: Alberto Bellone
Загружено: 2021-03-02
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Il glaucoma è una patologia dell'occhio altamente invalidante e altamente pericolosa, che può portare alla perdita irreversibile della visione.
La caratteristica del glaucoma è quella di portare via la vista pezzettino per volta senza dare sintomi al paziente, quindi non dando sintomi è molto pericolosa e quando i sintomi vengono fuori ormai, purtroppo, è troppo tardi; è essenziale, quindi, fare prevenzione, e la prevenzione va fatta negli ambulatori oculistici, perché solo un oculista può misurare la pressione dell'occhio e può capire se la pressione dell'occhio è fuori dai valori normali. Questa prevenzione deve essere fatta in maniera capillare, cioè tutti i pazienti sopra i 40/50 anni devono fare la visita oculistica una volta all'anno e devono misurare la pressione dell'occhio; ciò è importante perché solo così si può capire se il paziente sta covando un glaucoma, se ha un glaucoma in fase iniziale oppure se ha un glaucoma conclamato.
Quando ormai il glaucoma ha rovinato il nervo ottico in maniera irreversibile, a questo punto ogni terapia non è inutile, perché è sempre utile curare un glaucoma, ma diventa inutile per quello che è stato perso: la pressione dell'occhio fuori dai valori normali schiaccia sulle fibre nervose, che muoiono e non si rigenerano, pertanto il danno del campo visivo del paziente con il glaucoma è irreversibile.
Il glaucoma viene diagnosticato dall'oculista misurando la pressione dell'occhio e eseguendo l'esame del campo visivo, questo perché l'esame più sofisticato per capire qual è il danno dovuto all'innalzamneto della pressione dell'occhio, e quindi alla perdita delle fibre nervose, è, appunto, il campo visivo; non la capacità visiva, perché un paziente può avere 10/10 ma avere un danno del campo visivo importante (il campo visivo è la visione periferica).
Questo è un esame innocuo, che viene eseguito in ambulatorio oculistico, dura alcuni minuti e il paziente deve schiacciare un pulsante ogni qualvolta vede una luce che gli vene proposta su una cupola luminosa; questo tipo di esame viene eseguito di routine nell'ambulatorio oculistico e ha un valore essenziale, perché solo tramite campo visivo si può capire se c'è una malattia glaucomatosa e se questa malattia glaucomatosa è curata in maniera corretta e si sta evolvendo. Dunque bisogna pretendere dal proprio oculista di eseguire il campo visivo, di eseguirlo con macchine moderne e soprattutto di fare dei confronti seriali tra l'esame eseguito la volta prima e l'esame eseguito in data di consulto.
Ci sono altri esami che vanno accompagnati al campo visivo e alla misura della pressione dell'occhio, che sono: la pachimetria (cioè lo spessore della cornea), perché la pressione dell'occhio che noi misuriamo con i nostri apparecchi, che si chiamano "tonometri", danno un valore, un numero, che potrebbe essere 16, 18, 20 mm di mercurio, ma questo valore è da rapportare allo spessore corneale, perché quanto più è sottile la cornea tanto più questo valore è sottostimato, quindi una cornea più sottile del normale può dare un valore di 12 mm in mercurio anziché 18, non perché il paziente ha 12 mm, ma semplicemente perché quel 12 corrisponde a un 18.
Perché c'è una differenza di 6 mm di mercurio? Perché la cornea è più sottile, quindi una cornea più sottile sottostima il dato e una cornea più spessa sovrastima un dato, dunque un 22/23 mm di mercurio potrebbe essere considerato normale in un paziente che ha una cornea più spessa del normale; mentre un 12 può essere considerato normale in un paziente che ha un cornea più sottile.
Ne viene fuori che un paziente che ha una pressione di 22 mm di mercurio e una cornea di 42 micron, quindi più sottile del normale, ha sicuramente un glaucoma, perché in realtà quella pressione è 27/28; c'è tutta una serie di tabelle di conversione.
Ecco spiegato perché viene chiesta la pachimetria ai pazienti affetti da glaucoma.
Altro esame che viene chiesto ai pazienti (oltre alla pachimetria e al campo visivo) affetti da glaucoma è l'OCT: è un esame non invasivo che consente di definire l'anatomia delle varie strutture dell'occhio.
In particolare nel glaucoma si va a definire l'anatomia della testa del nervo ottico, che noi possiamo vedere da fuori senza dover tagliare l'occhio e possiamo fare un'analisi della quantità delle fibre nervose; il dato che viene fuori è un dato anatomico, dunque il test del nervo ottico ci dà l'anatomia delle fibre nervose, quindi sappiamo anatomicamente quante ce ne sono, mentre il campo visivo ci dà la funzione della testa del nervo ottico, quindi sappiamo se queste fibre nervose funzionano.
Molte volte i due dati in un paziente che ha un danno del campo visivo coincidono, infatti all'OCT si vede proprio una mancanza di un quadrante, per esempio, di fibre nervose, e il corrispettivo campo visivo alterato; i due esami sono due facce della stessa medaglia.
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