La vecchia Strada Romana di Monte Erice
Автор: Telesud Trapani
Загружено: 2023-05-12
Просмотров: 301
Описание:
di Mario Torrente
Il racconto di uno dei tracciati che da Martogna risale, lungo il sentiero di Sant'Anna, il versante ovest della montagna di Erice e dove, in alcuni tratti, si intravede ancora parti dell'antica pavimentazione..
“Old Roman road to Erice. Su questa montagna Romani e Cartaginesi si combatterono dal 249 al 241 a.C.” Questa scritta, non ufficiale ma che fa parte a pieno titolo del posto, dà il benvenuto ai camminatori che si accingono a percorrere il sentiero di Sant'Anna. La tabella non è di quelle “istituzionali”, ma chi ha lasciato questo messaggio impresso in poche tavole di legno ha voluto condividere con i passanti, in poche righe e inglese compreso, una racconto storico tramandato nei secoli. Una narrazione che è riuscita ad arrivare ai giorni nostri nonostante gli oltre due mila e duecento anni trascorsi dalla Prima Guerra Punica. Non a caso questa, per tradizione, viene chiamata dagli ericini “Strada Romana”, proprio per indicare le antichissime origini di questo tracciato che porta indietro nel tempo al secondo secolo avanti Cristo. E dove, in alcuni tratti, si riesce ancora ad intravedere l'originaria pavimentazione. Ma le pietre non sono sempre le stesse ed il loro “disegno” cambia di volta in volta: si va dal selciato al basolato, in alcune parti anche con i bordi che delimitavano il tracciato, passando, come ovvio, per 22 secoli di rifacimenti e modifiche. Purtroppo, oggi di queste antichissime pietre, da dove è passata tanta storia, non resta quasi più nulla. E quel poco che ancora resiste rischia di scomparire, cancellando così ogni traccia della vecchia “Strada Romana”, così come le altre storiche vie della rete viaria del Monte. Un patrimonio storico che, piuttosto, meriterebbe di essere studiato, salvaguardato e valorizzato ma che invece continua a non ricevere le giuste attenzioni.
Questo tracciato, che da Martogna risale lungo il versante Ovest del Monte e da dove passa il Sentiero Italia del Cai, risalirebbe dunque ai Romani, che avrebbero realizzato la strada durante la Prima Guerra Punica, il memorabile scontro con i Cartaginesi per il predominio sul mar Mediterraneo che si concluse il 10 marzo del 241 a.C con la battaglia delle Egadi. Quella guerra tra le due superpotenze del tempo decise gli equilibri nel Mediterraneo. E prima della vittoria navale dei Romani al largo di Levanzo, per quasi dieci anni i due eserciti si fronteggiarono nella montagna di Erice, dove ancora restano le tracce della presenza dei due eserciti. Per anni il professore Antonino Filippi ha condotto degli studi, trovando reperti archeologici ed individuando anche i punti degli accampamenti di Romani e Cartaginesi. E la zona dove oggi sorge il Santuario di Sant'Anna, durante la prima Guerra Punica, era sotto il controllo dei Romani. Proprio in questa zona si parla del castello dell'Egitallo, una roccaforte, così viene descritta nella fonti storiche, in grado di ospitare fino a 600 soldati. Poco più sopra, quasi alle Rocche del Calderaro, restano invece i resti del muraglione che risaliva verso Erice formando una trincea. Ed ancora oggi, percorrendo il sentiero di Mischi, si intravede qualche torre di quella antichissima fortificazione. E chissà cosa altro potrebbe venire fuori con una campagna di scavi archeologici per come si deve.
Del resto, questo ed altri versanti della montagna di Erice pulsano di storia da ogni pietra. E gli stessi antichi sentieri, dove riaffiora dal passato l'originaria pavimentazione, accompagnano i camminatori in un viaggio a ritroso nel tempo che inizia proprio dalla “Old Roman Road”, per proseguire nel basolato, praticamente intatto, che dalla Casazza arriva quasi fino all'ex Csi, quella che fu la Chiesa delle Grazie da dove passava il quadro della Madonna di Custonaci durante i trasporti. Ed ancora il percorso delle “Tre Chiese”, dove la Scala Soprana e la Scala Sottana riavvolgono la clessidra in pieno Medioevo o la mulattiera di Porta Castellammare che racconta di quando l'Universitas di Monte San Giuliano era il secondo Comune per estensione di tutta la Sicilia con i privilegi che risalirebbero addirittura all'imperatore Federico II di Svevia. Ma in questo racconto si intrecciano anche miti e leggende, con i cammini che vanno sui passi dei Ciclopi lungo le ultramillenarie Mura Elimo Puniche o che passano dai sentieri che potrebbero avere percorso gli Elimi dal mare di Bonagia fino alla rocca che fu della Grande Dea Madre prima e di Astarte dopo. E tutto questo immenso patrimonio di bellezza, storia, archeologia e cultura scorre, come la linfa all'interno degli alberi, nella rete viaria del Monte. Custodendo millenni di segreti e misteri ancora tutti da scoprire. Un motivo più che valido per studiare, approfondire e preservare queste storiche pavimentazioni. Con il loro basolato e selciato che, nonostante tutto, resiste riaffiorando da un lontano passato. E probabilmente ancora in grado di “fare strada” verso il futuro.
Повторяем попытку...
Доступные форматы для скачивания:
Скачать видео
-
Информация по загрузке: