Haydn - Cello Concerto's - Luciano Tarantino - Official Videoclip
Автор: Movimento Classical Etichetta Discografica
Загружено: 2023-11-14
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Programmazione Puglia Sounds Record 2023
FONDO SPECIALE CULTURA – CALENDARIO UNICO REGIONALE 2023
OPERAZIONE FINANZIATA A VALERE SUL “Fondo Speciale per la Cultura e Patrimonio Culturale L.R. 40art.15 comma3”
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Franz Joseph Haydn (31 marzo 1732 - 31 maggio 1809) con Mozart e Beethoven rappresenta l'espressione dello stile classico viennese che caratterizza gli anni tra il 1750 e i primi decenni del 1800, la cosiddetta "prima scuola di Vienna'. La personalità artistica di Haydn si sviluppa come Kappelmeister alla corte dei principi Esterha.zy, prima al servizio di Paul Anton, poi del fratello Nikolaus.Con Haydn la forma sonata diventa la forma capace di interpretare gli ideali estetici e i fermenti culturali della sua epoca, lontano dalle inquietudini preromantiche e romantiche che di Il a poco avrebbero cambiato il paradigma estetico della musica in Europa.
Il Concerto N.1 in Do maggiore, nei classici tre tempi, Moderato, Adagio e Allegro molto, è catalogato come Hob. Vllb/1 , e fu composto tra il 1761 e il 1765. Per lungo tempo si è ritenuto che il manoscritto originale fosse andato perduto, sebbene non ne sia mai stata messa in dubbio la paternità, visto che Haydn aveva scritto l'inizio del tema principale del primo movimento nella sua bozza di catalogo del 1765. Il manoscritto originale fu rinvenuto nel 1961 dal musicologo Oldfich Pulkert presso l'Archivio Nazionale di Praga. presso l'Archivio Nazionale di Praga. Il concerto viene scritto per l'amico Joseph Franz Weigl, allora primo violoncello dell'Orchestra Esterha.zy. Si trattava di una piccola orchestra comprendente tra i 10 e i 25 archi, due corni e due oboi, cosl come prevedeva l'organico dell'orchestra di corte in quegli anni, poi successivamente ampliato, e il trattamento dell'orchestra dimostra come Haydn sia già padrone della scrittura strumentale. La parte del violoncello solista riflette lo stile idiomatico che si andava delineando sempre più nelle composizioni musicali nella seconda metà del 18° secolo, tenendo conto, nel comporre, delle specifiche caratteristiche timbriche, espressive e tecniche degli strumenti a cui il brano è destinato. Infatti il concerto, pur tecnicamente meno virtuosistico di quello in Re, offre al solista ampi spazi di espressività musicale e di brillantezza e padronanza tecnica, privilegiando il registro acuto dello strumento, all'epoca ancora poco valorizzato nella scrittura solistica. Sul piano formale riflette sia la forma del ritornello del concerto barocco così come la struttura emergente della forma sonata, particolarmente nell'allegro iniziale. Come nel concerto grosso barocco, l'ensemble di accompagnamento è relativamente piccolo: archi, due oboi e due corni. È possibile che Weigl fosse l'unico violoncellista dell'Orchestra Esterhazy quando Haydn compose il concerto, poiché nella partitura c'è solo una linea di violoncello, contrassegnata alternativamente "solo" e "tutti". C'è però anche una linea di basso continuo, che potrebbe essere stata suonata da un altro violoncellista, o dallo stesso Haydn al clavicembalo, o da un contrabbassista.
Il Concerto per violoncello n. 2 in Re maggiore, anche questo in tre movimenti, Allegro moderato, Adagio, Rondò . Allegro, op. 101 fu composto nel 1783 per Antonin Kraft, violoncellista dell'Orchestra Esterhàzy del principe Nikolaus. Il concerto fu pubblicato solo nel 1804 da Johann André, col titolo "Concerto per violoncello con accompagnamento d'orchestra composto da Joseph Haydn. Opera 101. Edizione dal manoscritto originale dell'autore. Il concerto risulta più rilassato e lirico rispetto al concerto in do maggiore e tecnicamente più impegnativo per il solista.Lo stile di Haydn qui appare più maturo, il dialogo tra solista e orchestra lascia ampio spazio al virtuosismo del solista, soprattutto nel primo movimento e negli interventi del rondò finale. Il discorso armonico ci sorprende con dissonanze funzionali ad esprimere la complessità della riflessione cui era giunto Haydn nella sua fase matura, in cui il linguaggio esalta l'unicità dei singoli strumenti, ciascuno nel suo ambito sonoro più consono, in un discorso di perfetta interrelazione dialettica interna. Da rilevare nella incisione di Luciano Tarantino la presenza di cadenze originali del solista, in linea con la prassi musicale del tempo, quando le cadenze non erano scritte dal compositore ma affidate all'estro improw isativo e alle caratteristiche tecniche e musicali dell'interprete. Tarantino le inserisce nel primo e nel secondo movimento di entrambi i concerti, un particolare degno di nota trattandosi di una prassi ormai desueta, ma che certamente contribuisce ad arricchire il pregio della ricerca del violoncellista pugliese.
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