Il cristianesimo e la crisi dell'impero romano
Автор: Feltrinelli Scuola
Загружено: 2024-10-12
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Tra il III e il IV secolo d.C., l'Impero Romano affronta una grave crisi economica, sociale e politica. Per gestire le difficoltà, l'imperatore Diocleziano divide l'impero in quattro parti, mentre il suo successore Costantino fonda Costantinopoli, destinata a diventare la nuova capitale. In questo periodo, il Cristianesimo si diffonde rapidamente. Inizialmente considerato una setta ebraica, diventa un culto universale che promuove valori come l'uguaglianza e l'amore per il prossimo, distinguendosi dalla religione ebraica e dal politeismo romano. All'inizio, le comunità cristiane erano organizzate in modo indipendente, senza una gerarchia centrale, ma col tempo si sviluppa una struttura più organizzata con vescovi e, successivamente, il ruolo dominante del Papa come vescovo di Roma.
Costantino, con l'Editto di Milano nel 313, tollera il Cristianesimo, mentre l'Editto di Tessalonica del 380, promulgato dall'imperatore Teodosio, lo rende l'unica religione di Stato. Questo cambiamento radicale segna il passaggio del Cristianesimo da religione perseguitata a elemento centrale della stabilità imperiale. La decisione di accettare il Cristianesimo da parte di Costantino e Teodosio avviene in un contesto di crisi politica e sociale, ma rappresenta anche un'importante evoluzione nella cultura e nella spiritualità dell'Impero Romano, che abbandona progressivamente i culti pagani per abbracciare la nuova fede. 🔔 Segui il canale Feltrinelli Scuola, studia e ripassa con i nostri autori! 🎥
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