Biotopo Cimacorso
Автор: stefano morandini
Загружено: 2025-07-15
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L’area palustre del biotopo in argomento è pari a circa 7.5 ettari, interamente compresi nel Comune di Ampezzo, ed è posta nelle Alpi Carniche occidentali, lungo la valle del Tagliamento, in corrispondenza dell'ampia insellatura congiungente la Catena del M.Tinisa con i contrafforti della dorsale M. Corno-M. Jof. Il sito costituisce la più estesa ed importante zona paludosa nella fascia montana della Regione che, a dispetto delle elevatissime piovosità riscontrabili, non presenta che
pochissime zone umide di limitata estensione a causa delle sfavorevoli condizione orografiche e litologiche presenti nelle catene montuose carniche.
La palude è insediata nella conca di un antico lago post-glaciale, del quale persiste uno specchio d'acqua libera estremamente ridotto, nella parte occidentale del catino, in seguito ai naturali processi di progressivo impaludamento ed interrimento. Tale situazione di manifesto invecchiamento del bacino lacustre determina però la presenza di un variegato insieme di associazioni vegetali, talora uniche sul territorio regionale, disposte secondo un gradiente relativo alla disponibilità idrica.
Le zone più distanti dall'occhio della torbiera presentano ormai una marcata colonizzazione forestale ad opera principalmente del pino silvestre che costituisce delle formazioni riconducibili all'associazione Alno incanae-Pinetum sylvestris. Lungo il versante orientale dell'ex-lago, che digrada dolcemente verso la palude, sono ospitati esempi di praterie umide a Molinia ed a Schoenus che, per la mancanza della componente di specie endemiche e meridionali, appaiono più simili alle cenosi centro- europee che non alle corrispondenti formazioni regionali, rimanendo attribuibili rispettivamente alle associazioni Gentiano-Molinietum coeruleae ed Orchio-Schoenetum nigricantis.
All'interno della conca lacustre una vivace vegetazione a prevalenza di Cladium mariscus e varie specie di muschi ha invaso, partendo dalle rive, gran parte dello specchio d'acqua, creando le condizioni per il successivo sviluppo del canneto a Phragmites. Da notare l'estrema oligotrofia dell'ambiente, a causa della quale la componente vegetale delle acque libere è costituita quasi esclusivamente da Utricularia spp. Gli habitat più interessanti del biotopo sono quelli connessi agli "aggallati", cioè gli ammassi torbosi galleggianti costituiti da un tappeto di resti di piante acquatiche e briofite sui quali si insediano delle particolarissime comunità vegetali. Data la scarsità di laghi naturali nel Friuli- V.G. la presenza di queste associazioni vegetali, adattate ad un ambiente permanentemente
imbevuto d'acqua e poverissimo di sostanze nutritive, rappresenta un'assoluta rarità nell'ambiente regionale ed alcune di queste cenosi infatti si ritrovano esclusivamente nel sito. Pur estesi su superfici molto limitate, rivestono enorme interesse il Caricetum diandrae ed il Caricetum appropinquatae, che si sviluppano ai margini dello specchio libero, lo Sphagnetum s.l. dai caratteristici cumuli che affiorano dall'acqua ed ospitano alcune delle specie botaniche più rare, mentre occupano un 'area molto significativa il Trichophoretum alpini e lo Juncetum alpini, che si alternano a pozze più o meno profonde nei tratti non ancora invasi dal
Cladietum marisci.
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