Middle dan tian training, esercizi del dan tian mediano
Автор: Luca Fengone
Загружено: 2016-06-11
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Le arti marziali sono simili alla combustione. Per scatenare un incendio deve determinarsi il così detto triangolo del fuoco. Con questo termine viene rappresentato visivamente il processo chimico della combustione.
I tre lati che lo definiscono sono: combustibile, comburente e fonte d'innesco.
Il combustibile è la sostanza capace di infiammarsi. Nelle arti marziali si tratta del corpo, della tecnica e della conoscenza teorica di base. Senza questo la nostra azione è inefficace e scomposta.
Il comburente è la sostanza che alimenta il combustibile (usualmente l'ossigeno… ). Nelle arti marziali si tratta dell'energia vitale e del respiro. Senza questo la nostra azione è fiacca.
Fonte d'innesco, cioè la temperatura o l'apporto di calore. Nelle arti marziali si tratta dell'intenzione e dell'intensità mentale. Senza questo la nostra azione non è realistica.
A grandi linee, la differenza tra la combustione e l'esplosione è il tempo in cui si sviluppa l'evento; nelle arti marziali lo yi determina il dominio temporale!
È chiaro che, se manca il combustibile, cioè la mia conoscenza di base della tecnica marziale, non è possibile scatenare alcun tipo di incendio. È vero anche l'opposto, che accade quando mi arrendo alla superficialità di un allenamento meramente tecnico.
Quando uno qualsiasi dei tre elementi viene a mancare, la combustione non accade o, se già in atto, si estingue. È per questo che si possono raggiungere facilmente condizioni di fraintendimento, che possono portare all'abbandono delle arti tradizionali o alla loro sottovalutazione.
In questo contesto il lavoro Interno forgia gli anelli della reazione a catena che determina la condizione ideale, per massimizzare l'effetto del triangolo del fuoco. Il lavoro interno trasforma un'esplosione tradizionale in una atomica.
I test avvengono nel controllo del dominio del tempo. Sono esplosioni controllate in laboratorio, che permettono al praticante di definire quanto di vero ci sia nel fenomeno osservato.
La tecnica in sé è un'illusione, nella misura in cui ci si affida alla sua pratica in modo totale. Il realismo e la collaborazione degli avversari sono altrettanto illusori, nel momento in cui lavoriamo in un dominio di coscienza che nullifica i meccanismi di sopravvivenza.
Per natura i conflitti reali sono molto cruenti e vengono spinti dall'istinto omicida, istinto che deve essere indagato approfonditamente dai praticanti di arti marziali in genere, perché i nostri maestri ricordano spesso che bisogna agire come una tigre ed avere il suo istinto, ma contemporaneamente essere caritatevoli come il Budda!
In sostanza dovrei conoscere bene le cose, se ho intenzione di ripudiarle, specie nel momento in cui voglio trascenderle.
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