THE GANG:LE BANDE MUSICALI PUGLIESI di Daniele Trevisi
Автор: Daniele Trevisi
Загружено: 2014-02-11
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"THE GANG: LE BANDE MUSICALI IN PUGLIA" è un documentario sulla realtà delle bande musicali pugliesi.
Il filmato cerca di mostrare uno scorcio di quella che oggi è la realtà di una delle più antiche tradizioni musicali della nostra terra in particolar modo della Puglia e forse proprio perché tra le più antiche, la più bistrattata.
La tradizione musicale italiana rappresenta in tutto il mondo i più grandi musicisti, interpreti e autori che la musica possa aver mai espresso, Verdi, Piccini, Caruso, Pavarotti, sono solo alcuni degli esempi.
Nel mondo delle Bande Musicali il lavoro di tradizione e conservazione della musica era affidato anche agli arrangiamenti, costituiti da rifacimenti per organici di 50 e più bandisti che in assenza di strumenti non trasportabili per via dell'obbligata mobilità della banda, trovava più semplice avere in organico fiati a più non posso con sfumature e toni sempre più precisi al punto da avere quasi effetti solisti in sostituzione di interpreti cantanti.
Un lavoro di trascrizione enorme obbligatoriamente eseguito con gran competenza e passione, altrimenti il pubblico avrebbe potuto rispondere malamente a sforzi appena sufficienti, quindi grandi maestri e grandi compositori che dovevano usare un repertorio lirico molto importante e soprattutto molto conosciuto.
Bene se si pensa che tutto questo lavoro era svolto il più delle volte da autodidatti che apprendevano e suonavano la musica ad "orecchio",questo ci permette di capire il talento e la passione che c'è dietro a tutto questo lavoro.
Già perchè và detto che un tempo i Conservatori Musicali non esistevano e quando sono nati, almeno sino alla fine dell'800, era necessario andare a Napoli o in Sicilia per frequentarli e quindi studiare la musica.
Le bande rappresentano tutto quel tessuto culturale di apprendimento importante che ha fatto da motore e cinghia di trasmissione al sapere musicale in Italia, e svolgeva un ruolo di divulgazione importante e necessario un tempo in cui i teatri avevano biglietti molto costosi che non tutti potevano permettersi, e quindi per mantenere un rapporto importante con la musica e con lo strumento musicale non restava che la Banda musicale del paese che suonava solo in alcune occasioni, e non c'erano altri modi per ascoltare la musica a meno che non si fosse stati ricchi, nobili o borghesi benestanti.
Rimaneva quindi solo la Banda che suonava in piazza nella Cassa Armonica durante la festa patronale, in qualche matrimonio importante, o in qualche occasione speciale per il paese o la città.
Il controaltare era che spesso i "bandisti" o "musicanti" (cioè i componenti della Banda) erano costretti ad imparare lo strumento solo ad orecchio ed in genere durante il lavoro svolto come apprendista ragazzo di bottega rinunciando agli studi e con la possibilità di imparare un mestiere, opportunità che si doveva iniziava sin da piccoli in botteghe artigianali quali falegnami, barbiere etc.., luoghi in cui la sera ci si ritrovava, naturalmente con lo strumento proprio, ad imparare a suonare lo strumento, si arrivava a volte a chiudere le botteghe durante i periodi delle tournee che potevano durare qualche mese e che erano organizzate con pochi mezzi e pochi danari.
Il documentario cerca di offrire uno spaccato di quello che è rimasto e sopravissuto di una delle tradizioni musicali tra le più importanti che molti c'invidiano e che noi sino ad oggi così poco abbiamo protetto soprattutto in Puglia che invece tanto ci ha dato in termini d'eccellenza e professionalità nell'ambito musicale.
Colui che ci accompagnerà in questo viaggio è Pasquale Mariella, un personaggio molto conosciuto agli addetti ai lavori, e che grazie alla sua passione rappresenta un riferimento in termini di conoscenza di tutto quello che è ancora presente sul nostro territorio, trasformandosi in una specie di memoria storica degli ultimi anni di una tradizione che ormai va via via sparendo senza avere una giusta dignità o un minimo di coinvolgimento rivolto alle nuove generazioni.
Il filmato dura circa 60 minuti ed è autoprodotto con la regia, il montaggio e la fotografia curata dal sottoscritto.
Daniele Trevisi
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