Confine - Incertezza Continua (full album 2018)
Автор: CONFINE
Загружено: 2018-04-11
Просмотров: 1542
Описание:
"Incertezza Continua", uscito 24 marzo in versione tape per Youth of Today Records e in CD DIY.
Registrato, mixato e masterizzato ai K'in Studio di Albignasego (PD)
Bandcamp: https://confinehc.bandcamp.com/releases (free download)
Merch: https://confinehc.bandcamp.com/merch
Facebook: / confinehc
Instagram: confine_hc
LYRICS:
La favola di dio
Ieri m’è tornato in mente un fatto
di quando mi svegliai ed era tutto un misfatto
Mi guardavo intorno e non capivo un cazzo
Pregavo Dio per un po’ di silenzio
Mi accontentò non rispondendo
L’uomo è lo specchio del suo creatore
Dal settimo giorno se ne lava le mani
Questa è la triste favola di Dio:
Codardo è il Padre, codardo è il Figlio
Pargolo
Yaaaaa
Doveva finire così:
Tutti felici e tutti contenti fino alla fine della fine
E invece no
E allora richiudiamoci nel nostro inferno senza la prospettiva di una vita già scritta
E invece no
Franco
Datemi il male minore e io ve lo renderò il peggiore
Sogno o son desto?
Ecco che ha di nuovo inizio
La notte si addensa
Sento che si sveglia
Pazzo, stronzo e malfidente
Il Diavolo mi osserva
Mi corrode e mi droga e mi comporto sempre peggio
Ogni notte è un inferno
Sogno o son desto?
Datemi del pazzo, tanto è tutto vero
Sono schiavo consapevole
Voglio un mondo nero, stupido e sincero
Mi guarda, mi studia
Datemi del pazzo, tanto è tutto vero
Sono schiavo consapevole
Voglio un mondo nero, stupido e sincero
Mi abbraccia, sogghigna
Mi aggiro per le strade bofonchiando cazzate
Mi guarda, Mi studia
Mentre mi arrovello in banali stronzate
Mi abbraccia, sogghigna
Entro in una scuola e bestemmio
Perché il diavolo è dentro di me
Infamia
Tradimento è il gioco dei vili
gesto vigliacco per un tornaconto
Abbassa la testa
Io non perdono
Infamia
Non dimentico
Disertore sei senza volto
Ma io ho il timone
Abbassa la testa
Io non perdono
Infamia
Non dimentico
Infamia
Attento
Maurizio IV
Come il penultimo Papa
Vi ringrazio, vi saluto, grazie al cazzo, fanculo
Tutto si sgretola, io ci rinuncio
Mentre fate a gara a che ce l’ha più lungo
Forse è meglio abdicare
Ed impiccarsi a una trave
Come il penultimo Papa
Una vita remando contro
Come il penultimo Papa
Vi ringrazio, vi saluto, grazie al cazzo, fanculo
Pozzo Strada
Cieco e sordo, sarebbe un bel regalo
abbandonatemi in un’isola e non guardate indietro
Perché sono solo stanco
stanco di vedere, respirare ed ascoltare voi ciarlatani
Avanti blaterate, ciarlatani
Quanto vi piace catalogare?
“fai hardcore-punk, rock o metal?”
Forse è un problema d’autismo
Non un problema mio
Non è un problema mio
Sono cieco e sordo, e questo non è un problema mio
Magone
Berlino alle spalle, il buio ci sovrasta
Il silenzio è palpabile e la strada ci schiaccia
Tante visioni o solo ricordi migliori?
La differenza? Non ci entra mai in testa
La strada scorre sotto di noi
ma Monaco non arriva mai e poi mai
Non arriva mai
Dove cazzo l’han spostato?
Sembra uno scherzo organizzato?
E mai, non arriva mai
Monaco alle spalle, che gioia esaltante
Casa ci è di fronte e sussurra:
“Diobestia, sono solo un concetto sopravvalutato, stammi lontano.”
La mia recita
Nella mia prima recita
Interpretavo un re
Esiliato in un regno lontano
non si sa come e nemmeno il perché
e condannato al peso di una corona di pietra
Lei pesava, pesava quanto il cielo e mi chiudeva in una gabbia
Una gabbia di radici tanto forti quanto fonde
E non riuscivo più a togliermi quell’infame corona
La mia corona di pietra
Lei pesava, pesava più del cielo
e mi teneva inchiodato in sto cazzo di regno
senza conoscerne il come e nemmeno il dannato perché
Abbassate, abbassate quel cazzo di sipario
e liberatemi dalla mia corona di pietra
La Tesi
Bevo e poi fumo quindi bevo e infine muoio
Svengo e poi fumo quindi muoio e allora bevo
Tutto a caso e senza motivo un po’ come sentirsi vivo
Bevo e poi fumo quindi bevo e allora svengo, muoio, bevo e infine fumo di nuovo, perché il fumo fa bene
Uaaa Il cane si morde la coda
e beve, fuma, sviene e muore per poi andare
Punto e a capo
Di nuovo punto e a capo - E chi se ne frega?
Ancora punto e a capo - Prima o poi smetto
Per sempre a capo: di niente e di nessuno
Forse solo di me
Incertezza Continua
Defenestrato dal mio stesso ego
Ho il suo fiato sul collo
Ci guardo allo specchio ma vedo solo il riflesso
e siamo vivi, ci sento vivi
Siamo vivi come allora
Quand’era tutto diverso
ma in fondo è sempre lo stesso
Non siamo che dune in un grigio deserto
Sprofondate nel peso del tempo
Preso a calci nel culo dal mio stesso ego
Ma che bella disfatta
Né sulle stelle, nemmeno nelle stalle
Più che altro un infinito tornante
Ma siamo vivi, ci sento vivi è proprio come allora
Sprofondando nel peso del tempo
Come dune in un grigio deserto
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