Processo Andreotti: SISDE, scandalo fondi neri e “Quarto Livello”. In aula il prefetto Finocchiaro
Автор: Malgradotutto
Загружено: 2024-09-28
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Processo Andreotti: SISDE, scandalo fondi neri e “Quarto Livello”. In aula il prefetto Angelo Finocchiaro - [9 giugno 1998]
Il “Quarto Livello”
Secondo le dichiarazioni di Massimo Ciancimino suo padre Vito, ex sindaco di Palermo, avrebbe contribuito a creare una struttura definita “Quarto livello” posta al di sopra del potere mafioso. Di tale struttura avrebbero fatto parte anche uomini dello Stato.
Questo è quanto risulta da una delle cartoline postali che don Vito era solito spedirsi, e sulle quali annotava, in sintesi, il contenuto delle sue rivelazioni così da attestare attraverso il timbro postale la data delle stesse.
In una di queste cartoline risultano indicati tredici nomi, tra i quali, oltre agli ex ministri Franco Restivo e Attilio Ruffini, una lista di funzionari dei Servizi, ex capi della polizia ed ex alti commissari: Giuseppe Santovito, Riccardo Malpica, Vincenzo Parisi, Domenico Sica, Emanuele De Francesco, Bruno Contrada, Lorenzo Narracci, Angelo Finocchiaro, Francesco Delfino, Arnaldo La Barbera e Michele Finocchi.
Nel libro inchiesta del giornalista Maurizio Torrealta dal titolo “Quarto Livello” c’è un paragrafo dedicato ad un’intervista proprio a Massimo Ciancimino, nella quale il figlio dell’ex sindaco di Palermo dichiara di non sapere se e in quale occasione suo padre abbia conosciuto Michele Finocchi, ma di credere che ciò sia avvenuto nell’ambito dei rapporti nati all’interno dello IOR.
Fino a poco tempo fa presso l’Istituto Opere Religiose, la banca di proprietà del Vaticano, era permesso aprire un conto corrente anche a persone non appartenenti ad alcun ordine religioso (o per lo meno era tollerato); tale banca presenta la doppia caratteristica di essere ad un tempo una banca off-shore, con tutti i vantaggi connessi uno fra tutti il segreto bancario, in un contesto in-shore, vale a dire nel centro di Roma, e quindi senza la necessità di spostarsi.
I tre quarti dei versamenti effettuati presso lo IOR sono in denaro contante e questo, oltre alla garanzia della massima riservatezza, ha fatto si che nel tempo vi venissero riciclati anche i soldi della mafia; come quelli che grazie a Pippo Calò provenivano dal commercio della droga delle famiglie mafiose del mandamento palermitano di Porta Nuova.
Nel seguito dell’intervista Massimo Ciancimino racconta a Torrealta di ricordare di un investimento molto ingente che suo padre doveva effettuare proprio allo IOR. Un reinvestimento di cento miliardi di lire provenienti dalla Turchia. Torrealta chiede a Ciancimino se Finocchi avesse l’incarico di effettuare tale reinvestimento. Ciancimino risponde di no, che quei soldi transitarono attraverso don Vito, ma che comunque nell’operazione era coinvolto anche il funzionario del Sisde.
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