CIQUILIN DE BACHIN - CHITARRA - Musica: ASTOR PIAZZOLLA - Testo: HORACIO FERRER
Автор: Alberto5-
Загружено: 2025-10-15
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CIQUILIN DE BACHIN - Chitarra -
Canzone popolare argentina - Musica di Astor PIAZZOLLA - testo di Horacio Ferrer - Trascrizione di Mario Fulgoni
"Chiquilín de Bachín" significa "bambino di Bachín" ed è il titolo di un celebre brano di Astor Piazzolla (musica) e Horacio Ferrer (testo) che descrive un bambino povero che vende fiori di notte a Buenos Aires.
Il termine "Chiquilín" è un diminutivo affettuoso spagnolo per "bambino" e "Bachín" era il nome di una locanda nel centro di Buenos Aires, frequentata da artisti a tarda notte. Il contrasto tra la ricchezza dei clienti della locanda e la povertà del bambino, che cercava di guadagnarsi da vivere, ispirò Ferrer a scrivere il testo della canzone.
PICCOLINO (bambino) DI BACHIN
Durante le notti, faccina sporca di angioletto in blue-jeans,
vende le rose ai tavoli del bar (tugurio, bettola) di Bachin.
Se la luna brilla sulla graticola (griglia)
mangia luna e pane di fuliggine (cenere).
Ogni giorno nella sua tristezza che non vuole risvegliarsi,
lo risveglia un sei di gennaio (Epifania) con la stella di traverso;
e tre gatti (Re Magi) rubano le sue scarpe: la sinistra e la destra.
Piccolino dammi un ramo di voce
così esco a vendere la mia vergogna in fiore.
Sparami con tre rose che dolgano (facciano male)
per quella fame che non ho saputo comprendere.
Quando il sole mette ai ragazzi il grembiule della scuola
egli impara quanto nulla gli rimaneva da sapere,
e guarda sua madre, gira e rigira, ma non la vuol vedere.
All'alba, quando spunta il sole, nell'immondezza (tra i rifiuti)
con un pane e un filo di pasta, si costruisce un aquilone per andarsene:
ma rimane qui!
E' un uomo strano, un bambino di mille anni,
che dentro di sè si attorciglia il filo dell'aquilone.
(libera traduzione)
Chiquilín, de Bachin
Por las noches, cara sucia de angelito con bluyin,
vende rosas por las mesas del boliche de Bachin.
Si la luna brilla sobre la parrilla,
come luna y pan de hollín.
Cada día en su tristeza que no quiere amanecer,
lo madrugada un seis de enero con la estrella del revés,
y tres reyes gatos roban sus zapatos,
uno izquierdo, y el otro también!
Chiquilín, dame un ramo de voz,
así salgo a vendermis vergüenzas en flor.
Baleame con tres rosas que duelan a cuenta
del hambre que no te entendí,
Chiquilín.
Cuando el sol pone a los pibes delantales de aprender,
el aprende cuanto cero le quedaba por saber.
Y a su madre mira, yira que te yira pero no la quiere ver.
Cada aurora, en la basura, con un pan y un tallarín,
se fabrica un barrilete para irse y sigue así!
Es un hombre extraño, niño de mil años,
que por dentro le enreda el piolín.
Chiquilín, dame un ramo de voz,
así salgo a vender mis vergüenzas en flor.
Baleame con tres rosas que duelan a cuenta
del hambre que no te entendí,
Chiquilín.
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