6.Duranadam
Автор: Note di Resistenza
Загружено: 2026-01-15
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@danieleannalisa
Brano dal CD : "Duranadam - L'uomo immobile"
(Il filo rosso tra una ragazza afghana e un artista turco)
DURANADAM: L'espressione in lingua turca Duran Adam è assurta a neologismo di opposizione e resistenza non violenta verso gli abusi del potere costituito. Si chiama Erdem Gündüz il giovane pacifista, ingegnere ed artista, che semplicemente fermandosi immobile nella famosa piazza Taksim di Istanbul ha scatenato una nuova forma di protesta.
Testo e musica: Daniele Dal Colle
Voce: Daniele Dal Colle e Annalisa Franco
Duranadam (L’uomo immobile)
Non posso giocare, non posso parlare, non posso sedere ma solo ascoltare
Non posso discutere, non posso studiare, se anche volessi non potrei suonare
Non ho più neanche un nome.
Con lo sguardo per terra mi preparo ad uscire,
accompagnata dal mio carceriere
neanche la sera posso più riposare e se vado a dormire, dormo per sognare.
Di notte però senza velo nel buio
Mi trucco e mi pettino senza farlo vedere
Indosso le vesti più colorate
Canto e sorrido e studio e discuto
Prima che l’alba mi prenda a frustate
Ma ho sentito di un uomo, un ragazzo, un artista
Immobile e solo in mezzo a una piazza
Sfidando il suo re, le torri e i soldati, in silenzio protesta.
Duranadam, duranadam, Duranadam
l’uomo immobile chiede la sua libertà
Duranadam, duranadam, duranadam
canta con me ti dimostrerò cosa un pedone può fare ad un re.
Sono un ingegnere, ballerino ed artista, in un paese senza cuore ne testa.
Ho sopportato, taciuto e ubbidito, sono stato arrestato e poi torturato
non ho più neanche fame
Come in tempi di guerra mi preparo ad uscire
Schivando pattuglie per non farmi vedere
La divisa strappata a mimetizzare. solo per compiacere
E ballo di notte i balli proibiti, coloro di luce il buio del giorno
Compro i miei dischi da un contrabbandiere
Recito e danzo e compongo e dipingo
Prima che l’alba mi riporti nel fango.
Ma ho sentito di donne, di madri e di figlie
Forbici in mano e lacrime agli occhi
Sfidando sultani e guardiani morali, tagliarsi i capelli.
Duranadam, duranadam,
l’uomo immobile chiede la sua libertà
Duranadam, duranadam,
canta con me ti dimostrerò
cosa un pedone può fare ad un re.
Sulla scacchiera tra il bianco ed il nero
Torri e cavalli e soldati e lacchè
Ho sentito di uomini e donne d’oriente
Immobili in piazza senza più capelli darsi la mano.
Scacco matto al re.
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