Ylenia Musella uccisa dal fratello: «Calci al cagnolino, non ci ho visto più»
Автор: Il Mattino
Загружено: 2026-02-04
Просмотров: 375816
Описание:
Subito dopo aver ucciso la sorella ha provato a nascondersi, ma alla fine non ha retto alla tensione e si è costituito bussando in piena notte al commissariato della Polizia di Stato di Ponticelli, dopo essere andato ad abbracciare la madre. A scrivere anche l’ultimo atto della tragedia familiare è stato sempre lui, Giuseppe Musella, 28 anni, nessun precedente e una vita consumata in un ambiente di drammatico degrado, umano e ambientale.
LA CONFESSIONE
«Sono stato io, adesso vi racconto tutto: ancora non so come possa essere riuscito a fare questo». Il cerchio si chiude in Questura, davanti agli investigatori della Squadra mobile e al pubblico ministero Ciro Capasso. Giuseppe appare sconvolto, ma collabora fornendo la sua versione: un racconto che però presenta ancora più di un punto oscuro.
Assistito dall’avvocato Andrea Fabozzo, Giuseppe rende piena confessione ricostruendo quella manciata di secondi di follia scatenati - sostiene - da un litigio improvviso con sua sorella. Spiega di essere appena uscito da una brutta influenza, di non stare ancora bene: «Avevo un feroce mal di testa, non riuscivo a riposare anche perché Ylenia stava ascoltando musica ad alto volume». Le cose precipitano quando il battibecco con la ragazza assume i contorni di una lite violenta: Giuseppe si accorge che la sorella ha sferrato un calcio al cagnolino che i due tenevano in casa, forse succede dopo essersi accorta che la bestiola (adesso affidata ad alcuni parenti dei due ragazzi) aveva fatto la pipì sul pavimento di casa. «Non ci ho visto più - questo il senso del racconto del giovane fermato dalla polizia - e le ho dato un paio di schiaffi». Quando la giovane è arrivata, ormai in fin di vita, in ospedale aveva il volto tumefatto.
PUNTI OSCURI
E il coltello? Fatto sta che Giuseppe insiste su un punto: mentre la sorella tentava una via di fuga uscendo dalla porta di casa lui avrebbe impugnato una lama in cucina e l’avrebbe lanciata all’indirizzo della ragazza: «Ma non volevo ucciderla», ha precisato. Le liti tra i due si erano fatte negli ultimi tempi sempre più frequenti. Il lancio di quel coltello l’avrebbe centrata alle spalle. Liti frequenti, ma anche un affetto fraterno incontenibile, che oggi stride di fronte alla tragedia sfociata nel sangue; lo testimonia un post che la giovane dedicò al fratello alcuni mesi fa su Facebook: “Hai saputo farmi da padre e da madre. Anche se litighiamo 100 volte al giorno non ti cambierei mai”. I due erano infatti cresciuti senza la presenza del padre (detenuto per omicidio) e della mamma (uscita dai domiciliari solo di recente).
Повторяем попытку...
Доступные форматы для скачивания:
Скачать видео
-
Информация по загрузке: