Fonni 2024 - 7^ Edizione Identidades - Venezia - Portogallo - Ottana - Spagna - Ula Tirso
Автор: Esploratrice Curiosa
Загружено: 2024-08-10
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Oggi gli ultimi 2 video. Domani il gran finale di Urthos e Buttudos
1° gruppo) Maschere Veneziane -
Civitamask. Queste maschere che partecipano in rappresentanza dello splendido carnevale di Venezia si contraddistinguono per la loro imponenza ed eleganza.
2° gruppo) I gruppi provenienti dal Portogallo sono :
*Chocalheiro de Bemposta
*Farandulo de Tò
*Velho de Vale de Porco
*Velho e Careto de Valverde
*Os Velhos e Chocalheiro de Brucò
*Mascaraò e a Mascarinha
*Cardadores de la Vale Ilhavo
*Corrida do Entrudo das Aldeias do Xisto de Gois
3° gruppo) Ottana
Bòes e Merdùles sono due maschere della tradizione barbaricina tipiche del carnevale di Ottana e tra le più conosciute in tutta la Sardegna. Rappresentano la lotta tra l'istinto animalesco e la ragione umana; infatti, nelle esibizioni carnevalesche, il Boe viene inseguito, frustato e catturato dal Merdule, recitando furiose risse.
I Boes indossano sul volto una maschera (caratza in sardo) che ha le fattezze di un bue (da qui il loro nome). Per realizzare la maschera viene utilizzato prevalentemente pero selvatico e possono esservi diverse decorazioni, tra le quali il più famoso fiore della vita, simbolo di prosperità, di speranza e di buon auspicio. Essi indossano pelli di pecora bianca e hanno un grappolo di campanacci a tracolla (detti anche Su Erru o Su Sonazos) dal peso di circa 30 kg, ma questo può variare.
I Merdules, propriamente "i guardiani dei buoi", cercano di comandare i boes durante tutta la sfilata. Anch'essi sono coperti di pelli di pecora bianca o nera (abbastanza raro) e indossano una maschera di colore nero che ha le fattezze del volto di un vecchio uomo deforme, brutto e con una bocca ghignante. Utilizzano un bastone, Su Matzuccu, col quale richiamano a sé i Boes, o provano ad addomesticarli usando una fune di cuoio, Sa Soca.
Nei cortei sono accompagnati dall'inquietante figura di Sa Filonzana, altra maschera ottanese, l'unico personaggio femminile del carnevale in Sardegna. Rappresenta un'anziana zoppa e gobba vestita di nero intenta a filare la lana; in realtà è un uomo travestito, in quanto la donna non poteva partecipare a questi riti. Il filo rappresenta la vita e lei è pronta a tagliarlo con un paio di forbici davanti a chi non le offre da bere; così tutti si affrettano ad invitare la parca evitando spiacevoli conseguenze. Il richiamo alle Parche romane, che i Greci chiamavano Moire, è evidente. Durante la manifestazione ordina ai boes di morire; questi cadono a terra, e solo dopo qualche minuto si rialzano per riprendere a sfilare a simboleggiare il ciclo della vita.
4° gruppo) Spagna
Botargas de Cabanillas del Campo.
Questo personaggio pittoresco è molto sfuggente da vedere, si diverte, fa piroette e saluta tutti.
Questo si fa per invocare buoni raccolti, fertilità e un clima migliore durante la stagione. La prima uscita de "la bottarga di Cabanillas", è il 3 febbraio per San Blas. Non si sa mai dove apparirà ma un buon indizio è seguire il suono dei loro campanacci.
5° gruppo) Ula Tirso
S’ Urtzu di Ula Tirso è una maschera tragica rappresentata da un uomo che indossa la pelle intera di un cinghiale per raffigurare l’ipostasi di un dio, la personificazione di una divinità che aveva il potere di allontanare i malefici e nello stesso tempo aveva finalità propiziatorie per un buon raccolto.
La testa del cinghiale si sovrappone alla testa dell’uomo. Sul petto porta delle pelli e al collo ha appeso un grosso campanaccio.
S’ Urtzu porta sotto la pelle di cinghiale un lungo pezzo di sughero (sa zippa ), che copre tutta la schiena, per proteggersi dai colpi che gli vengono inflitti con i bastoni (sas mazzoccas). Sotto le pelli del petto s’ Urtzu porta una vescica piena di vino perché ogni tanto si butta per terra e quando si rialza lascia una macchia per strada per simulare il sangue. Nella sfilata di carnevale s’ Urtzu viene condotto con catene, casa per casa, dai due Omadores che sono vestiti con gli abiti tradizionali dei domatori di animali, fatti di mantelli di pecora. Questa bestia viene percossa dai Bardianos, vestiti con un lungo sacco nero di pastore (su saccu ‘e su pastore) che copre tutto il corpo compreso il capo. Sos Bardianos come pure sos Omadores hanno un poderoso bastone (sa mazzocca) terminante con la radice nodosa, che serve per colpire s’ Urtzu sulla groppa; altrettanto indossano ai piedi sos cosinzos e sos cambales ed hanno il viso rigorosamente tinto di nero.
Altra maschera presente nel corteo è su Maskinganna. E’ una maschera impressa nella fantasia popolare che rappresenta il diavolo (su Tiaulu). Si divertiva a spaventare gli uomini assumendo varie sembianze preferibilmente di capra o pecora. Su Maskinganna veste un intera pelle di caprone o montone e indossano cinturoni con appesi dei campanacci. Ai piedi indossano sempre sos cosinzos e sos cambales ed hanno il viso rigorosamente tinto di nero.
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