3 Marzo Vangelo del Giorno Commento Benedizione ☩ Liturgia della Parola
Автор: 🙏 Молитесь вместе 🙏
Загружено: 2026-03-02
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VANGELO con Commento e Benedizione. Vangelo del giorno Martedì 3 marzo 2026 Audio Vangelo di oggi in italiano con commento di / @frastefano Liturgia della Parola di oggi, dal Vangelo secondo Matteo
Gloria a te o Signore
Mt 23, 1-12
In quel tempo, Gesù si rivolse alla folla e ai suoi discepoli dicendo:
«Sulla cattedra di Mosè si sono seduti gli scribi e i farisei. Praticate e osservate tutto ciò che vi dicono, ma non agite secondo le loro opere, perché essi dicono e non fanno. Legano infatti fardelli pesanti e difficili da portare e li pongono sulle spalle della gente, ma essi non vogliono muoverli neppure con un dito.
Tutte le loro opere le fanno per essere ammirati dalla gente: allargano i loro filattèri e allungano le frange; si compiacciono dei posti d'onore nei banchetti, dei primi seggi nelle sinagoghe, dei saluti nelle piazze, come anche di essere chiamati "rabbì" dalla gente.
Ma voi non fatevi chiamare "rabbì", perché uno solo è il vostro Maestro e voi siete tutti fratelli. E non chiamate "padre" nessuno di voi sulla terra, perché uno solo è il Padre vostro, quello celeste. E non fatevi chiamare "guide", perché uno solo è la vostra Guida, il Cristo.
Chi tra voi è più grande, sarà vostro servo; chi invece si esalterà, sarà umiliato e chi si umilierà sarà esaltato».
Parola del Signore
Lode a te o Cristo
A volte un esame di coscienza sincero ci mette un po’ a disagio. Perché ci accorgiamo che anche le cose più belle possono essere vissute male. Anche l’annuncio del Vangelo. Possiamo parlare di Dio, commentare la Parola, fare il bene… e dentro, quasi senza accorgercene, coltivare l’orgoglio, il desiderio di essere visti, di essere apprezzati. Cerchiamo approvazione, di sentirci “a posto”, di essere un passo avanti agli altri. Il Vangelo sulle labbra, ma il cuore è ancora centrato su noi stessi.
È proprio qui che le parole di Gesù diventano pungenti. Dice che scribi e farisei siedono sulla cattedra di Mosè: quello che dicono va ascoltato, ma non dobbiamo imitare il loro modo di vivere. Dicono e non fanno. Mettono pesi sulle spalle degli altri, ma loro non li portano. Fanno il bene per essere visti, riconosciuti, ammirati. Anche il rapporto con Dio diventa una vetrina.
Gesù allora sposta tutto. Non nega l’autorità, ma ne svela il senso. Non una autorità fondata sui titoli, i ruoli, i primi posti. «Voi siete tutti fratelli». Uno solo è il Maestro, uno solo è il Padre, uno solo è la Guida. Tutto il resto rischia di diventare una maschera.
E la conclusione è chiara e liberante: la grandezza, nel Regno di Dio, non passa dall’esaltarsi, ma dal servire. Non dal mettersi al centro, ma dal farsi piccoli. È una parola che ci riporta alla verità di noi stessi: non dobbiamo dimostrare nulla, solo lasciare che il Vangelo ci cambi davvero. Ed è proprio lì, nella vita umile e sincera, che sentiamo l’amore di Dio che ci sostiene.
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