Ara Pacis Documentario breve e ricostruzione 3d di Flipped Prof
Автор: flipped prof
Загружено: 2025-03-16
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Carissimi! Il mio nuovo video e documentario 3d questa volta è sull'Ara Pacis un documentario dal taglio televisivo che è anche uno strumento di supporto per gli alunni e i colleghi di storia e di storia dell'arte. Spero che questo contenuto possa esservi utile, condivido con immenso piacere.
TESTO DEL DOCUMENTARIO
L’ara pacis è probabilmente l’altare più bello della storia e venne voluto dall’imperatore Augusto; l’opera doveva avere un grande valore simbolico e culturale. L’altare doveva celebrare, infatti, la pace augustea e, al tempo stesso, doveva celebrare il prestigio della stirpe di Augusto, la gens Iulia, attraverso la combinazione di elementi mitologici, allegorici e storici che ruotavano intorno alla storia della civiltà romana e a quella di Ottaviano e della sua famiglia. Il monumento è un ricco incastro di opere d’arte realizzate dalle maestranze romane che possiamo ammirare in ogni lato interno ed esterno. Nelle pareti che fungevano da ingresso vennero posizionati quattro pannelli di una bellezza disarmante; il primo, che raffigura la dea Cerere, in passato identificata come la terra Tellus, è affiancato da due figure femminili mitologiche che richiamano anche le donne importanti della famiglia, Livia e Giulia Maggiore, rispettivamente figlia e moglie dell’imperatore Augusto. Il pannello della Tellus inserisce un drago Marino è un volatile; animali che rivestono un significato allegorico e che richiamano al mare e alla terra. L’altro pannello rappresenta Enea e il sacrificio ai Penati, raffigurati nel tempio in alto a sinistra, insieme a due giovani che assistono l’eroe troiano durante il rito sacrificale. Dall’altra parte, il pannello della Dea Roma, divinità importante per i romani, e il pannello del Lupercale, che raffigura la lupa ritrovata dal pastore, padre adottivo dei gemelli Romolo e Remo, e re Numitore. Lungo tutto il perimetro dell’altare si trovano anche motivi vegetali e piccole raffigurazioni di animali, e nelle pareti esterne spiccano anche i cortei che raffigurano, da una parte, il corteo della famiglia Giulio-Claudia, dove sono visibili, tra gli altri, Augusto, il suo fidato amico Agrippa e la figlia Giulia. Dall’altra parte, la processione raffigura il corteo dei Quiriti, cittadini liberi che vivono nello stato romano. Le due opere d’arte, dette anche processioni dedicatorie, richiamano inevitabilmente, per stile e bellezza al fregio ionico del Partenone di Atene che sarà certamente stato fonte di ispirazione per le maestranze romane. All’interno della costruzione vi era l’altare vero e proprio, del quale conosciamo solo parzialmente le decorazioni, ma che molto probabilmente non doveva essere troppo diverso da un altare gemello andato perduto, che venne realizzato durante l’impero di Claudio, l’ara Reditus Claudii, i cui resti di alcuni frammenti sono giunti ai giorni nostri, i cosiddetti frammenti di via del Corso e anche delle lastre murate di Villa Medici, che vennero utilizzate come elementi decorativi. L’ara presentava uno uno stile prettamente grecizzante ormai consolidato anche tra le maestranze presenti in Italia e nelle province occidentali. Infine, dobbiamo certamente evidenziare le splendide decorazioni interne a motivi floreali e vegetali, insieme a teschi di animali utilizzati durante i riti sacrificali e la rappresentazione di una costruzione che probabilmente doveva rappresentare una struttura precedente alla costruzione dell’altare definitivo i cui resti ancora oggi trasmettono fascino e splendore come pochi altri resti di monumenti antichi nel mondo.
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