🌶 Spilinga, non solo Sua Maestà la Nduja🌶
Автор: Gianpiero Taverniti
Загружено: 2024-11-23
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Il vibonese una provincia ricca che non solo sorprende e incanta per la sua costa viola, per le sue perle Tropea, Capo Vaticano, Pizzo e il suo tartufo, ma sulla parte dell'altopiano di Monte Poro che ci incanta con i suoi immensi paesaggi verdi da cartolina d'autore, non possiamo esimerci d'immergerci nella piccante Spilinga, patria della gustosissima, piccante e identitaria nduja. Da Vibo, dista una quarantina di chilometri e percorrendo la Sp 22, entriamo nel territorio spilinghese, dove veniamo accolti da un affascinante acquedotto rurale, stile romano, in ottime condizioni che merita una visita, considerando anche l'affascinante veduta che ci regala. Il borgo vibonese, si trova sui 455 metri di altitudine, è abitato da poco più di 1300 spilinghesi, paesino che esplicita con un monumento le sue spiccate attitudini economiche agricole, in una mulino a pietra e una pressa di un frantoio in piazza, mentre le sue luminarie natalizie sono a sagoma obbligatoria di peperoncino e nduja. Ci immergiamo in una rilassante passeggiata nel borgo, ammiriamo delle abitazioni antiche in muratura composta da mattoni rossi pieni usurati dal tempo trascorso e davanti alle stesse e' immancabile la collana di peperoncino appeso ad essiccarsi e in qualche pensilina invece ammiriamo quantitativi importanti di peperoncini appesi per essiccazione, importante ingrediente della Regina calabrese e spilinghese, la "dolce" piccante nduja. Incontriamo una "macchina del Tempo" vivente, un accogliente e simpatico anziano che ci chiede se siamo dei turisti e per caso abbiamo bisogno di qualche info di Spilinga e ci invita ad andare a visitare un luogo di pace che sarebbe il santuario di S. Maria della fonte o della fontana. Dopo averlo ringraziato, ci dirigiamo verso lo stasso scendendo una scalinata e dopo una piacevole passaeggiata di dieci minuti dal centro, giungiamo in questo luogo di culto e di preghiera che ci accoglie con una "frastuonante" pace. Osserviamo dei fedeli pregare , in questo luogo curato, risalta una grotta con la statua originaria della Madonna, circondata da un laghetto popolato di pesci che donano l'unico segnale di vita in questo luogo religioso. La chiesa fu costruita nel 1920, il luogo è incredibile in esso si fondono natura, fede, culto e spiritualità che spingono e aprono il cuore alla preghiera e al profondo raccoglimento in se stessi. Il 21 maggio del 2002, divenne santuario mariano diocesano , appertente alla diocesi di Mileto-Nicotera-Tropea, da queste parti giungono molti fedeli, ma il clou è il 21 maggio quando si festeggia e si venera la Madonna. Ammiriamo le viuzze del borgo, si cominciano a vedere preparativi per l'arrivo dell'ormai prossimo S.Natale, in centro paese ammiriamo la maestosità della chiesa di S.Giovanni Battista che ci accoglie con la sua preziosa scalinata in pietra, la chiesa risale al 1645, ma fu restaurata nel 1783 dopo il terremoto all'interno troviamo pregevoli statue lignee di santi, ad esempio quella di S.Michele, un prezioso organo a canne in ottime condizioni e degna di nota la cupola sopra abside ornata e decorata con rappresentazioni dei quattro evangelisti. Alla fine della visita ricca e rilassante, non possiamo fare a meno di fare visita a qualche salumificio locale ed acquistare qualche nduja "made in Spilinga" che ci riserva quel sapore dolce d'identità e piccate di forte tradizione che da queste parti lungimiranti imprenditori, carpendo le antiche ricette dei loro nonni, hanno saputo regalare alla comunità ormai internazionale sua Maestà la Nduja di Spilinga.
Buona visita e buon assaggio....
Gianpiero Taverniti
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