Chiesa e campane di Polverara (PD)
Автор: Campane del Polesine e non solo
Загружено: 2021-12-16
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La chiesa di Polverara risale al 970 ed era dedicata a San Fidenzio, il cui corpo era stato ritrovato nei pressi della chiesa. La tomba di San Fidenzio è stata poi trasferita a Megliadino. Nel 16esimo secolo la vecchia chiesa crolla, e nel 1571 ne viene ricostruita una nuova, rimaneggiata nel secolo seguente. L’attuale chiesa risale al 1780 e la facciata è stata rifatta nel 1899. Nel 1926 vengono aggiunte le due cappelle laterali e l’abside. Il battistero risale al 1937, mentre l’organo risale al 1938 (aggiunto dopo 150 anni, ed oggi non visibile). Nel 1967 viene tinteggiata la facciata, e nel 1989 vengono rifatti pavimento e alcuni intonaci.
Il campanile, inaugurato nel 1909, ospita un ottimo concerto di 6 campane, fuso in anni diversi dalla fonderia Colbachini di Padova. La campana che si trova conservata a fianco del crocifisso sofferente (risalente al 1390 circa, e di autore ignoto) è la vecchia campana del 1950, che è stata rifusa con il bronzo di quella del 1909.
Nel 1909 le tre vecchie campane, fuse dalla fonderia De Poli di Udine, vengono rifuse in un nuovo concerto (tre campane in mib3: mib3 del peso di 1015 kg, fa3 dal peso di 721 kg, e sol3 dal peso di 513 kg). Questo concerto era di ottima fattura.
Nel 1926 si rompe il mib3, e viene rifusa dalla Colbachini di Padova.
Nel maggio 1943 il governo italiano impone la requisizione del 50% del patrimonio campanario, vengono requisite le due minori. Due operai della fonderia Colbachini le gettano dal campanile; la campana maggiore si salva, mentre l’altra si lesiona. La campana maggiore, rimasta sulla torre, suona solo per le funzioni religiose e per disposizioni militari. Dopo l’armistizio dell' 8 settembre 1943, Mons. Dal Pra cerca di recuperare le due campane requisite, e riesce nell’intento: per pura fortuna sono scampate alla requisizione vera e propria, e le fa portare dal magazzino della Colbachini di Brentelle di Sotto fino a Polverara tramite un carro trainato da due cavalli. Le fa seppellire nel cortile della canonica, così da salvarle dai tedeschi. Il 24 aprile 1945 l’annuncio della liberazione viene dato dalla campana grande, suonata a lungo. Il 29 aprile vengono riportate alla luce le due minori, che vengono issate sul campanile e suonate in occasione della festa patronale (16 novembre) del 1945. Purtroppo la piccola, a causa del danno riportato, era stonata. Di conseguenza nel 1950, in occasione dell’arrivo della Madonna Pellegrina, viene rifusa sempre dalla Colbachini di Padova con stessa nota e sagoma: si ottiene un sol3 dal peso di 541 kg e diametro di 101 cm. Insieme ne viene fusa una più grande di quelle esistenti per completare il concerto. Il vescovo dell’epoca, Mons. Bordignon, sale in cella per benedirle (episodio insolito).
Nel 1994 vengono eseguiti dei lavori di manutenzione straordinaria in cella campanaria: Don Luciano Forte e il consiglio pastorale decidono di rinnovare il concerto. Per l’occasione la campana grossa (che era stata acquistata nel 1950) insieme alle altre viene rifusa, mentre il sol3 del 1950 viene conservato in chiesa.
Si ottiene così un concerto di 5 campane in reb3 (reb3, mib3, fa3, solb3, lab3), a cui ne viene aggiunta una in sib3 nel 2009 (fusa dalla fonderia De Poli), portandolo a 6 campane in reb3.
Il plenum viene fatto poche volte all’anno, mentre la piccola suona come richiamo 10 minuti prima della messa (feriale e anche festiva). Meritano di essere ascoltate dal vivo. La campana maggiore suona al mezzogiorno feriale.
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