Ginosa (Puglia) - Dalla Civiltà Rupestre alla Modernità.
Автор: Enzo Di Taranto - Le cose che amo
Загружено: 2026-01-18
Просмотров: 51
Описание:
Ginosa è un comune italiano di 21 722 abitanti della provincia di Taranto in Puglia. Si erge sul primo gradino delle falde meridionali della Murgia tarantina, a 240 m s.l.m.
Ginosa, che comprende anche il litorale di Marina di Ginosa, è l'ultimo comune della provincia jonica al confine con la Basilicata. L'ampio e diversificato agro spazia dalla gravina al mare, dalle pianure ai paesaggi di alta collina ai confini con il territorio di Matera e si estende alla murgia interrotta soltanto dalla zona Casale, fenditura della roccia calcarea di 3 km che circonda l'intero centro storico. In questi ambiti naturali si avvicendano vigneti e olivi. All'interno del suo territorio scorrono il Bradano e il Galaso.
Diversi sono i pareri sull'etimologia. Ginosa, in origine Genusia (Γενουσία in greco), si ritiene sia stata fondata dagli abitanti provenienti da Genusium, l'odierna Cnosso dell'isola di Creta. Taluni studiosi tuttavia fanno risalire il suo nome alle genti provenienti dall'antica Illiria, dove scorre il fiume Genusus. L'ipotesi più diffusa sul significato del nome parla di Genusium (da genus in latino e gènos in greco), "generatrice di popoli". Tuttavia l'ipotesi più accreditata (alla luce di alcuni frammenti di Sesto Frontino) farebbe derivare il nome Ginosa da Genusia, in quanto le popolazioni locali erano devote al culto di Giano.
Genusia (Γενουσία in greco antico) fu un importante centro Peuceta (le cui origini risalgono a diversi secoli a.C.), il più vicino alla città di Taranto con cui a fasi alterne strinse relazioni commerciali, fino all'arrivo dei Romani che assorbirono gli Apuli nello stato unitario nascente e assoggettarono Taranto.
Il ritrovamento di una tavoletta in bronzo, che si conserva nel Museo Nazionale di Napoli, rivela che Ginosa nel 394-395 dell'era volgare (sotto il II consolato di Onorio e il III di Arcadio), è stata governata da un certo Flavio Successo Ornato.[5]
Altri vasi antichi rinvenuti a Ginosa raffigurano il Marchese Arditi, il Visconti e il Miani, il quale rilevò sei delle fatiche di Ercole. Questi vasi furono per un tempo esposti nel palazzo reale di Capodimonte, e poi trasportati al Museo Nazionale di Napoli.
Subito dopo la metà dell'XI secolo Ginosa diviene possedimento e roccaforte di Roberto il Guiscardo, come testimoniato anche dal Castello, edificato a iniziare da quel periodo per essere punto di controllo di tutto l'arco Jonico tarantino contro incursioni saracene.
Nel 1085 Ginosa entra a far parte della Contea di Lecce, per poi essere conquistata dai Sanseverini ed annessa al Principato di Taranto e fortificata da Manfredi, figlio di Federico II. In quel periodo Luigi Dei Conti Miani, in una Breve monografia di Ginosa, ristampata nel 2002 ad opera di Carli Edizione, raccoglie alcuni documenti del tempo e le foto dei vari vasi antichi da lui rinvenuti.
Morto Giovanni Antonio Orsini, ultimo principe di Taranto, nel 1463 il feudo di Ginosa passa al demanio, e il Re Ferdinando I lo dona a Pirro del Balzo che lo rifiuta. Il Re decide quindi di concederlo a suo figlio Federico, che ne stabilisce per la prima volta i confini.
Una volta salito sul Trono di Napoli nel 1496, Federico dona il feudo ad Antonio Grisone, cui succede il nipote Antonio Enio nel 1515. Ginosa passa dunque ai Doria nel 1556, ai Grillo nel 1606, agli Spinola marchesi di Los Balbases e Alcañices nel 1629. L'ultimo erede di questa famiglia lascia il feudo ginosino alla regina di Spagna, che ancora possiede una vasta tenuta nel territorio di Ginosa, attualmente sottoposto a bonifica. (Da La Provincia Del Jonio Notizie storico-geografiche con prefazione di S.E. On. Giovanni Calò Taranto Tipografia Lodeserto 1924). (da Wikipedia)
Повторяем попытку...
Доступные форматы для скачивания:
Скачать видео
-
Информация по загрузке: