EMMURTEMURT
Автор: ABBONA&Bò
Загружено: 2026-01-29
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Questa è la storia di **Osvaldo "Il Bacino" Rossi**, l'uomo che ha dovuto morire per imparare davvero a vivere.
Nella sua vita terrena, Osvaldo era l'opposto di ciò che vedi in questa foto. Era un contabile di una piccola città di provincia. Un uomo beige in un mondo beige. Il suo massimo eccesso era mettere due zollette di zucchero nel caffè d'orzo la domenica mattina. Osvaldo odiava il rumore, disprezzava i colori vivaci e considerava il ballo "un disdicevole tremolio orizzontale".
La sua morte fu ironica quanto la sua vita fu noiosa. Morì a 48 anni, soffocato da un salatino particolarmente secco durante una riunione di condominio mentre discuteva l'orario di accensione del riscaldamento centralizzato.
Quando Osvaldo si risvegliò nell'Aldilà, si aspettava arpe, nuvole e un eterno silenzio riposante. Invece, si ritrovò in una sorta di immensa, polverosa sala d'attesa gestita da burocrati celesti incredibilmente lenti. Era ancora beige, solo che ora era fatto di calcio e fosfato.
Passarono decenni (o forse minuti, il tempo è strano laggiù) a fissare il vuoto delle sue stesse orbite. Finché, un giorno, accadde l'impensabile.
Una cassa dimenticata, appartenuta a un DJ della Ibiza degli anni '70 morto per overdose di glitter, cadde da uno scaffale dell'ufficio oggetti smarriti. La cassa si ruppe, iniziando a suonare a tutto volume "Stayin' Alive" dei Bee Gees.
Il ritmo colpì Osvaldo come un fulmine. Non aveva più carne, nervi o muscoli, ma sentì qualcosa vibrare profondamente nel suo midollo. Il suo femore iniziò a ticchettare. La sua colonna vertebrale ebbe un sussulto involontario.
"Ma che diavolo...?" pensò Osvaldo, guardandosi le falangi che schioccavano a tempo.
Realizzò l'immensa, cosmica presa in giro: aveva passato tutta la vita a comportarsi come un morto, e ora che era morto, sentiva un disperato bisogno di muoversi.
Decise che ne aveva avuto abbastanza del beige. Se l'eternità doveva essere quella noia, l'avrebbe trasformata nel party più esclusivo dell'Oltretomba.
Iniziò la sua trasformazione. Rovistando tra i bagagli abbandonati delle anime in transito, trovò il suo nuovo io. Una parrucca bionda cotonata appartenuta a una soubrette decaduta? Presa. Un completo di paillettes argentate che era stato rifiutato persino all'Inferno per "eccesso di sfarzo"? Suo.
Osvaldo prese un pennarello indelebile e scrisse sul suo costoso completo le sue nuove filosofie di (non)vita: "CARPE DIEM, BITCHES" sul petto, perché l'attimo va colto, soprattutto quando non ne hai più. E "VIVI, AMA, MUORI" sulla giacca, come promemoria tardivo.
Si ribattezzò Osvaldo "Il Bacino" (un omaggio alla sua parte anatomica preferita da scuotere) e iniziò a organizzare serate clandestine. All'inizio erano pochi scheletri timidi che facevano il "Ballo del Qua Qua" in un angolo. Ma il carisma di Osvaldo era contagioso.
La foto che vedi immortala il culmine della sua carriera postuma: il "Gran Galà dell'Eterno Riposo (Ma Anche No)".
Quella sera, Osvaldo trasformò la Sala d'Attesa n. 4 nel nightclub "Lo Scheletro Scatenato". Installò una palla da discoteca a forma di teschio (donata con riluttanza da un ex dittatore), sostituì i cori angelici con la techno anni '90 e fece piovere coriandoli fatti di... beh, ossicini di dubbia provenienza.
Afferrò il microfono vintage e urlò alla folla di scheletri urlanti: "Avete passato la vita a preoccuparvi del colesterolo e delle tasse! E guardate dove vi ha portato! Ora siete solo ossa! Quindi vi ordino di ballare fino a farvi venire l'osteoporosi! FESTA FINO ALL'OSSO!".
E così, l'ex contabile beige divenne la leggenda del funk dell'Aldilà, l'unica entità capace di far twerkare un bacino senza glutei. La sua esistenza terrena fu uno spreco, ma la sua morte? Oh, la sua morte è un party continuo. YOLO, dopotutto. Anche se sei già morto.
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