Craco
Автор: Antonio Ciakke
Загружено: 2025-09-14
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A prima vista la visione di questo paese è impressionante sia per dimensioni sia per le condizioni in cui versa, poi il pensiero va a tutte quelle persone che lo hanno abitato. Una storia che ha più di mille anni.
Le prime tracce delle origini di Craco sono alcune tombe, che risalgono all'VIII secolo a.C. Come altri centri vicini, è probabile che abbia offerto riparo ai coloni greci di Metaponto, quando questi si sono trasferiti in territorio collinare, forse per sfuggire alla malaria che imperversava nella pianura.
Craco fu successivamente un insediamento bizantino. Nel X secolo monaci italo-bizantini iniziarono a sviluppare l'agricoltura della zona, favorendo l'aggregamento urbano nella regione.
La prima testimonianza del nome della città è del 1060, quando il territorio fu sottoposto all'autorità dell'arcivescovo Arnaldo di Tricarico, che chiamò il territorio «Graculum», ovvero "piccolo campo arato".
Negli anni Sessanta il centro storico si è svuotato a seguito di una frana che lo ha reso una vera e propria città fantasma. Parte degli abitanti si trasferì a valle, in località "Craco Peschiera", ove fu trasferita anche la sede comunale. Allora il centro contava quasi 2 000 abitanti. La frana che ha obbligato la popolazione ad abbandonare le proprie case sembra essere stata provocata da lavori di infrastrutturazione, fogne e reti idriche, a servizio dell'abitato che hanno fatto abbandonare agli abitanti l'uso di intercettare e accumulare l'acqua piovana tradizionale della zona. Nel 1972 un'alluvione peggiorò ulteriormente la situazione, impedendo un eventuale ripopolamento del centro storico e, dopo il terremoto del 1980, Craco vecchia venne completamente abbandonata. Per valutare eventuali movimenti tellurici, vista la zona ad ampio rischio sismico e soprattutto per notificare altri spostamenti della frana, sono stati posizionati alcuni sensori. Gli stessi, ad oggi, hanno messo in evidenza che il centro è in condizioni di apparente stabilità.
At first glance, the sight of this country is impressive, both for its size and its condition. Then your thoughts turn to all the people who have inhabited it. A history spanning over a thousand years.
The earliest traces of Craco's origins are several tombs dating back to the 8th century BC. Like other nearby towns, it likely provided shelter to Greek colonists from Metapontum when they moved to the hilly area, perhaps to escape the malaria that was raging in the plains.
Craco was later a Byzantine settlement. In the 10th century, Italo-Byzantine monks began to develop the area's agriculture, encouraging urbanization in the region.
The first mention of the city's name dates back to 1060, when the territory was placed under the authority of Archbishop Arnaldo di Tricarico, who called the area "Graculum," meaning "small plowed field."
Abandonment
Craco in 1960, a few years before the disaster
In the 1960s, the historic center was emptied following a landslide that turned it into a virtual ghost town. Some of the residents moved downstream to the "Craco Peschiera" area, where the town hall was also relocated. At the time, the town had nearly 2,000 residents. The landslide that forced the population to abandon their homes appears to have been caused by infrastructure work, sewers, and water systems serving the town, which forced residents to abandon the traditional practice of capturing and storing rainwater in the area. In 1972, a flood further worsened the situation, preventing any possible repopulation of the historic center, and after the 1980 earthquake, old Craco was completely abandoned. To assess possible earthquakes, given the high seismic risk of the area, and especially to notify of further landslide movements, several sensors were installed. To date, they have highlighted that the center is in apparently stable conditions.
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