TOSCANA - TALAMONE Borgo di pescatori - Full HD
Автор: CLAUDIO MORTINI
Загружено: 2013-10-02
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© CLAUDIO MORTINI -
Talamone è un piccolo centro che si trova nell'estremità meridionale dei monti dell'Uccellina, nel comune di Orbetello (GR); è una cittadina molto antica e ricca di storia, ad un passo dal Parco Naturale della Maremma.
Talamone sorge su un basso promontorio roccioso, solo 32m di altitudine, che racchiude un piccolo golfo a cui da il nome, poco lontano dall'antico centro portuale.Le spiagge sono sabbiose e costeggiate da pinete,mentre nell'entroterra prevale la macchia mediterranea. Per la sua posizione sulla costa domina il mare fino al Monte Argentario.
Il paese mantiene l'aspetto di piccolo borgo di pescatori; è presente un modesto porto, circondato da mura medioevali e dominato da una rocca di pietra grigia realizzata nel Cinquecento dai senesi, come postazione di guardia sul golfo, che purtroppo danneggiata durante la Seconda Guerra Mondiale. Anche la chiesa dedicata all'Assunta purtroppo ha subito la stessa sorte, ed è stata quasi completamente rasa al suolo; fu ricostruita nel 1949, inglobando le rovine della chiesa distrutta.
Nel 1860, quando il paese fu annesso al Regno d'Italia, Giuseppe Garibaldi, che era in rotta per Marsala con i Mille, vi sbarcò la mattina del 7 maggio, per procurarsi armi dal comandante del porto e far partire una colonna, comandata da Zambianchi, verso il confine romano; questo avrebbe dovuto provocare un'insurrezione nello Stato Pontificio. Anche qui interviene una leggenda a raccontare cosa successe quando Garibaldi sbarcò a Talamone; il generale fece chiamare il capitano De Labar. Tentando di controllare la sua voce tonante, Garibaldi affermò che era molto contento di essere in maremma, apostrofando il capitano con un nome sbagliato, ma che non vedeva le vettovaglie e le armi che gli erano state promesse. Il pavido capitano rispose che avrebbe provveduto in qualche maniera, e due giorni dopo, grazie all'intervento del Colonnello Giorgini di Orbetello, i due bastimenti ripartirono attrezzati in maniera migliore e con il morale più alto. Solo sei giorni dopo però, Vittorio Emanuele II, fece arrestare e imprigionare nella Fortezza da Basso, a Firenze il colonnello Giorgini e il capitano De Labar, con l'accusa di alto tradimento. Poichè l'impresa dei Mille ebbe successo, vennero però liberati, prosciolti e reintegrati nei ranghi, recuperarono le paghe che erano state confiscate, e ebbero onori e un cospicuo companatico.
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