Emanuele Ingrosso - Tre mesi all'anno (all'Ipercoop di Vignate)
Автор: La Compagnia delle Indie
Загружено: 2019-09-22
Просмотров: 259
Описание:
Emanuele Ingrosso è stato il vincitore del primo Uovo in Camicia Poetry Slam, svoltosi il 9 settembre 2019 a Milano alla Corte dei Miracoli in via Mortara, 4 e presentato dal team delLa Compagnia delle Indie composta dai due MC Federico Balzarini e Jaime Andrès de Castro e dal notaio/dj Sebastiano Mignosa.
Il 14 settembre 2019 Emanuele Ingrosso è stato proclamato campione italiano di Poetry Slam del circuito LIPS (Lega Italiana Poetry Slam).
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TESTO:
Son solito ascoltare dischi
nelle cuffie del reparto musica
in condivisione con i batteri di pochissime persone
probabilmente
Vado a scatola chiusa, schiaccio il bottone
mi aspetto di trovare un Bertoli, così, selvatico
mi parte sempre
Iris
By Biagione Antonacci
Me lo faccio andare bene
Ma ci canto sopra Bertoli, anarchico, a muso duro
Morte a Battiti Live e al fascio-pop
Son solito farmi la doccia
Nel reparto bagno
a secco
mi lavo con lo yogurt magro 2x1
canticchio i pezzi
in filodiffusione
nell'amigdala
amica fidata
d'imbarazzi auto inflitti
Son solito farmi una maratona
al reparto televisioni
dello stesso Eminflex in loop
24 Cesare Cadeo in contemporanea
48 piazze
240 prime telefonate
le faccio tutte io al reparto giochi
schiaccio l'800
parte il verso della mucca
Mi arrivano i letti
al reparto
letti
ci dormo una settimana
una cassiera
si dice sinceramente preoccupata, cara
dice che non posso dormire tutto il tempo lì
le dico "son solito fare così tre mesi all'anno"
"ma sei qui da solo?" dice
"Certo", audace la ragazza
"ti offro uno shottino di Listerine?" dico
mi dice "sono fidanzata col macellaio e tu sei psicolabile"
mi ferisce
per non pensarci mi tolgo i vestiti e via
un tuffo a bomba
nelle olive in salamoia
un pianto liberatorio
nell'insalata capricciosa
una partitina a biglie con le cipolline sottaceto
Cipollini ci disegno ci gareggio
pantani s'impantana nel riso venere
vergine di vergogna gioco con la vostra assenza di sazietà
L'impazienza vi ha fatto perdere il filo
Vi faccio un nodo, lo accorcio e ricomincio
Tre mesi all'anno, in soldoni son solito
Son solito
venire qui e tuffarmi nella vergogna
son solito ascoltare la musica e
piangere nell'insalata
fare i capricci nel letto
son solito
lavarmi con shottini fasulli bruciori azzurri
A casa invece, a casa
a casa son solito, son solito
son solo? son solo? no
son solo no
son circondato
di pelle
che tappa la cassa armonica dei miei organi
le unghie
digerite tracciano sull'intestino
ritratti estremamente fedeli di quello che non vorrei diventare
l'ombelico offre uno sguardo
ai cazzi degli altri di cui non voglio curarmi
gli occhi fotografano
come turisti
i cristalli di sale pronti a sciogliersi in pianti artificiosi
il naso spurga pelle morta di polmoni bruciati
dalle vostre marmitte
et-giù
la bocca
ordina a suo piacimento i 21 suoni che mi hanno rovinato mezza piccola vita
la lingua di stoffa si annoda bastarda strangola le
corde vocali
vomito l'ultimo paio di parole, promesso
non esiste posto al mondo in cui mi senta più osservato
di me stesso.
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