Marcel Proust, Swann’s Way
Автор: Antonio Bruno Ferro
Загружено: 2026-01-24
Просмотров: 1
Описание:
“To think that I wasted years of my life, that I wanted to die, that I felt my deepest love, for a woman who did not appeal to me, who was not my type!”
— Marcel Proust, Swann’s Way
«E dire che avevo sprecato anni della mia vita, che avevo desiderato morire, che avevo provato il mio amore più profondo per una donna che non mi piaceva, che non era il mio tipo!»
Il passo è collocato nel contesto della riflessione di Swann alla fine del suo rapporto con Odette, dove si rende conto della sproporzione fra l’intensità della sua sofferenza e il reale piacere estetico o personale suscitato dalla donna amata.
Il passo di Proust mette in luce una verità profonda sulla natura dell’amore e della sofferenza: l’intensità dei sentimenti non sempre corrisponde alla realtà oggettiva dell’altro o alla qualità del rapporto. Swann si rende conto, con dolorosa chiarezza, di aver investito anni della sua vita in un legame con una donna che “non era il suo tipo”, e che dunque non corrispondeva alle sue reali inclinazioni o desideri. La sofferenza, allora, non nasce dall’altro in sé, ma da ciò che dentro di lui non era ancora stato riconosciuto o risolto.
Il riferimento ai genitori e alle prime esperienze affettive è cruciale: spesso, inconsciamente, cerchiamo nelle relazioni adulte ciò che non abbiamo ricevuto da bambini. La donna amata può diventare il “veicolo” di una riparazione interna, un tentativo di rivivere e correggere ferite originarie. Swann, nel momento della consapevolezza, vede la sproporzione tra la sofferenza vissuta e l’oggetto del suo amore: non era lei che poteva colmare quel vuoto, perché il vero bisogno di cura e accoglienza apparteneva al suo “bambino interiore”.
Qui emergono due prospettive: la prima è quella della ripetizione, della tendenza a ricreare inconsciamente il copione genitoriale. L’uomo cerca di rivivere dinamiche non risolte, sperando di trasformare la sofferenza in appagamento. La seconda è quella della maturazione e della responsabilità emotiva: comprendere che nessun altro può sostituire la cura e l’amore che avremmo dovuto ricevere. Solo riconoscendo e accogliendo il proprio bambino interiore si può interrompere la catena della sofferenza, diventando, in un certo senso, “mamma e papà” di sé stessi.
In definitiva, il passo di Proust non parla solo di un amore non corrisposto o mal calibrato, ma di un processo di auto-consapevolezza. La sofferenza, se osservata con lucidità, diventa una chiave per comprendere il proprio mondo interiore, riconoscere i bisogni autentici e assumersi la responsabilità di nutrire se stessi. Amare, allora, non significa cercare fuori ciò che ci manca dentro, ma imparare a diventare la fonte primaria del proprio amore e della propria cura.
Повторяем попытку...
Доступные форматы для скачивания:
Скачать видео
-
Информация по загрузке: