9. Rinascimento e politica: Guicciardini e Botero
Автор: Laura Pirotta
Загружено: 2020-10-16
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Nella precedente puntata abbiamo conosciuto Macchiavelli e il suo pensiero politico. In questa breve puntata conosciamo meglio Guicciardini e Botero, altri due pensatori del Rinascimento appartenuti al filone dello storicismo, che quindi studiava la storia politica del passato per delineare la politica migliore del loro presente.
Di Guicciardini sono famosi i “Ricordi politici e civili” che mostrano in modo cristallino il suo pensiero politico che possiamo riassumere nei seguenti punti:
Come Macchiavelli, per Guicciardini l’uomo non deve “lasciarsi portare dal corso dell’acqua” ed essere quindi in balìa degli eventi e della sorte ma piuttosto deve farsi guidare dalla sua esperienza e fermarsi a riflettere su ciò che è meglio fare;
L’uomo si deve impegnare attivamente nella vita politica così da poter modificare anche il corso degli eventi senza, come abbiamo poco fa, essere trascinato dagli eventi ma essere artefice del suo futuro attraverso la politica;
La fede per Guicciardini è un esempio lampante di come l’uomo possa operare attivamente mosso da un ideale, un credo religioso perché come dice lui stesso “chi ha fede conduce cose grandi” (Ricordi politici e civili, 1);
Seppure, come ho detto poco fa, sono importanti le opere attive dell’uomo e la fede, è pur vero che la fortuna gioca un ruolo fondamentale nella vita di ogni individuo e anche, ovviamente nella vita di uno Stato;
Un’altra cosa interessante del pensiero di Guicciardini è la sua convinzione che l’uomo sia, di natura, buono, nasca buono ma poi, a causa della sua fragilità, si allontani da questa bontà per avvicinarsi al male. E questo porta le persone ad essere più cattive che buone. Quindi per Guicciardini ci sono più persone cattive che buone. Ed è qui che è importante che il politico tenga gli occhi ben aperti e non si fidi di nessuno se non di pochi fidati ma anche di quei fidati è sempre meglio tenere gli occhi aperti.
Ed è proprio per questo che, secondo Guicciardini, il governo deve governare con severità e non con dolcezza.
Passiamo ora a Giovanni Botero, un altro importante storicista come Macchiavelli e Guicciardini che scritte un’opera in 10 libri intitolata “Della ragion di Stato”. Il concetto di ragion di stato è stato preso da Macchiavelli mentre la novità più importante che porta Botero nel suo pensiero politico è l’affiancamento della ragion di stato con la morale perché secondo Botero il principe deve essere virtuoso, deve usare la virtù per governare con due caratteristiche fondamentali: la giustizia sia nei rapporti che il principe intesse con i suoi sudditi sia nei rapporti diretti tra i sudditi, e la prudenza. Il principe, come sosteneva anche Guicciardini, deve essere prudente, attento, guardarsi alle spalle, guardare all’interesse dello Stato e non a interessi di amicizie o amorosi. Un ultimo aspetto importante per Botero è la religione che rappresenta per lui uno dei fondamenti dello Stato e il principe deve affidarsi ad un “consiglio di coscienza” come lo chiama lui per farsi guidare anche dalla coscienza religiosa.
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A presto. Dott.ssa Laura Pirotta, psicologa clinica.
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