DUE STRANIERI TRASFORMANO UN BUS IN UN RING: GRAVE EPISODIO DI VIOLENZA A MESTRE
Автор: chioggiaazzurra
Загружено: 2026-01-28
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Nei giorni scorsi la redazione di Chioggia Azzurra ha ricevuto una segnalazione particolarmente grave relativa a un episodio di violenza avvenuto a bordo di un autobus della linea E80, partito da Piazzale Roma sabato scorso alle 17.30. La comunicazione è arrivata inizialmente da una persona che ha chiesto espressamente di rimanere anonima. Proprio per la delicatezza dei fatti, prima di pubblicare abbiamo ritenuto necessario verificare con attenzione quanto accaduto. Le conferme, purtroppo, sono arrivate e sono state più di una.
Secondo le ricostruzioni, alla fermata della stazione ferroviaria di Mestre sono salite due persone di origine nordafricana prive di biglietto, che si sono rifiutate di regolarizzare la propria posizione. Da quel momento la situazione è rapidamente degenerata: urla, insulti, minacce e un clima sempre più teso all’interno del mezzo. L’autista ha cercato di gestire la situazione con grande professionalità, rendendosi conto della gravità di quanto stava accadendo e contattando le forze dell’ordine. Un intervento tempestivo e responsabile, che ha probabilmente evitato conseguenze ancora più gravi.
L’arrivo della polizia si è rivelato fondamentale. Nel frattempo, però, la tensione era già esplosa. Una passeggera ci ha scritto raccontando di essere rimasta terrorizzata. Un giovane che aveva invitato i due a scendere dal mezzo sarebbe stato colpito con un pugno. Da lì si è scatenata una vera e propria rissa, con calci e pugni tra le persone coinvolte. Scene di violenza inaccettabili su un mezzo di trasporto pubblico, davanti a passeggeriinermi, costretti ad assistere a quanto stava accadendo.
L’autobus ha accumulato oltre trenta minuti di ritardo, ma questo è l’aspetto meno rilevante. Il dato più grave è il senso di insicurezza crescente che emerge da episodi come questo. Chioggia Azzurra lo ribadisce con chiarezza: non si tratta di razza o di provenienza. Anche a Chioggia esistono soggetti italiani che creano problemi e che andrebbero fermati con decisione. Il punto è un altro: non è accettabile che chi utilizza un mezzo pubblico debba farlo con la paura addosso, né che gli autisti, già gravati da enormi responsabilità, si trovino anche a gestire situazioni di violenza e aggressività.
Abbiamo ricevuto conferma che episodi simili non sono isolati. Esiste anche un audio di un autista che racconta situazioni analoghe, che valuteremo se e come rendere pubblico tutelandone l’identità. Il quadro che emerge è preoccupante. Guidare un autobus significa avere in mano la sicurezza di decine di persone; essere costretti a fronteggiare anche aggressioni e risse rende il lavoro semplicemente insostenibile.
A questo punto una riflessione è inevitabile. Le leggi appaiono troppo leggere. Chi si rende protagonista di episodi di violenza di questo tipo dovrebbe essere immediatamente fermato, allontanato e rispondere delle proprie azioni, anche per interruzione di pubblico servizio. È un tema di tutela collettiva, non di vendetta. E se anche questo comportasse costi maggiori, forse sarebbe arrivato il momento di valutare seriamente la presenza di personale di sicurezza a bordo dei mezzi pubblici. Perché la sicurezza di passeggeri e lavoratori non può continuare a essere trattata come una variabile secondaria.
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