Sponzalgia di Sponz Eden 2025
Автор: Sponz Fest
Загружено: 2025-09-05
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Vista la conformazione a strati di Calitri, in cui Sponz Fest si è svolto integralmente, riprendendo l’invenzione dantesca del paradiso, si può dire che abbiamo passato tre giorni a rincorrerci per i diversi cieli del borgo antico: migliaia di scalini, porte e vicoli tra i quali discendere e ascendere, come topi in una forma di emmental fatta a torta nuziale.
Dal fondo del catino del campo sportivo, sul cui campo da tennis si disputava il torneo “eroico” di Wimblesponz, ai cieli inferi dell’arco degli zingari; salendo alla superna strada “ai piedi”, fumante di canti e pietanze, alla torre di Nanno, sede di incontri di carattere civile e, nelle ore a seguire, trasformata in ballodromo; poi su, alla piazza concertante di largo Immacolata, e ancora su, fino al piano di San Michele, sede dei concerti del tramonto e del ballo notturno; fino a salire alla vetta del borgo castello per la mattutina libera università per ripetenti o per i notturni concerti di mezzanotte; e infine raggiungere il settimo cielo all’alba dell’ultimo giorno, sulla collina di Gagliano, toccata dalla prima luce che si irradia da dietro al vulcano spento del Vulture.
Tutto questo incontrarsi, perdersi e lasciarsi senza tregua è stato il nostro teatro-paese di umanità. Il fittizio recinto dell’Eden in cui piangere, indignarsi, liberarsi, saziarsi, ammollarsi, inzupparsi, scontrarsi, sotto il cielo selvatico, cangiante e interno dell’Alta Irpinia.
Sono stati incontri di grande umanità, particolarmente quelli in prima serata, su un palco concepito per “dare e prendere la parola” più ancora che per fare spettacolo. Per incontrarsi più che per intrattenere.
Il programma era un condensato che sarebbe stato più praticabile diluito in un mese, ma è successo tutto insieme, come in una pagina formidabile di Jack Kerouac, in cui descriveva un capodanno di fine anni ‘50 a New York, passando da una stanza all’altra, da una musica all’altra, da una compagnia all’altra, in un vortice di energia che era l’essenza stessa del be-bop. Che tutto questo sia accaduto in un luogo così fuori tempo e fuori mano è una specie di miracolo.
Grazia a tutte e tutti. A questa comunità mobile fatta da chi allestisce e chi prende parte, con il cuore così forte da poter reggere anche tutta la “sponzalgia canaglia”, il vero prezzo da pagare ogni volta, più devastante di tutte le fatiche, gli intoppi, il tempo dedicato e quello perso. Grazia per provare ancora una volta il temibile morbo che ci ricorda di essere stati vivi.
V.
📹 Emiliana Aligeri
#sponzfest #sponzeden
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