Madison Bycroft - UNCOMMITTED BARNACLE
Автор: Centrale Fies art work space
Загружено: 2021-06-07
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Dal 9 giugno al 3 luglio Centrale Fies presenta la prima mostra personale di Madison Bycroft (classe 1987) a cura di Barbara Boninsegna, Simone Frangi e con la curatela esecutiva di Maria Chemello Uncommitted Barnacle, trasformando gli spazi della Galleria Trasformatori della Centrale in un percorso espositivo che prenderà vita grazie alle sue performance il 9 e l’11 giugno inaugurando le cinque giornate di LIVE WORKS SUMMIT (9 - 13 giugno). Accanto a Bycroft, Josèfa Ntjam e Joar Nango creano un percorso espositivo inedito nella Sala Comando di Centrale Fies.
La mostra site-specific di Madison Bycroft a Centrale Fies nasce stravolgendo l’architettura della Galleria Trasformatori. Bycroft crea una versione alterata e disorientante di uno spazio di 180 mq, sala iconica della Centrale, nella quale trovano combinazione inediti elementi architettonici, opere già facenti parte della sua produzione e oggetti pensati, de-costruiti e ricostruiti ad hoc, inaugurando una nuova e inafferrabile natura ed esperienza di immersione e attraversamento della Galleria.
Lavorando nel campo della performance, del video e della scultura, Bycroft esplora le nozioni di attività, passività, e dove questa dicotomia si rompe interessandosi a forme negative di espressione come una tattica di rifiuto o di deviazione. L'eccesso e la proliferazione sono visti allo stesso modo come guardie di sicurezza contro la cattura e la delineazione - come rumore e tremori che confonde la figura e il campo.
Uncommitted Barnacle è la nuova performance di Madison Bycroft, che dà anche il titolo all’intero progetto espositivo, pensata a partire da una metodologia di galleggiamento e cerca di comprendere i pregiudizi che legano, orientano e in ultima analisi limitano i nostri corpi, i nostri desideri e le nostre storie, e come, sulla base di questo, essi possano essere portati alla deriva.
Bycroft si interessa a come possiamo re-immaginare la “lettura” (nel suo senso espanso) e la comprensione, non come obiettivo orientato alla realizzazione, ma come una relazione che aleggia e fa spazio: opaca, che non arriva mai, non radicata e fluttuante. Qui il galleggiamento è esplorato come una metodologia di disorientamento e una pratica di piacere non orientata all'obiettivo e bensì fratturata, errante, astratta e planctonica.
Attraverso la pratica video, performativa e scultorea, Madison Bycroft esplora un modo animista di essere nel mondo, ripensando a cosa significa essere una persona e come si possa capire, relazionarsi e comunicare con gli altri. Come può il linguaggio o la rappresentazione limitare la nostra prospettiva? Il video e le performance di Bycroft spesso si presentano come brevi esperimenti per disimparare il sé o i modi tradizionali dell'essere ed esplorare la pratica dell'empatia e i processi per diventare altri. Al posto del pensiero categorico e colonizzatore, Bycroft è interessatə alla comprensione relazionale, qualcosa che richiede compassione, un sentimento che si estende alla differenza, all'animale e ad altre persone, creando un senso di comunione con il mondo.
Anche nel suo nuovo cortometraggio The fouled compass, l*artista prende il galleggiamento come punto di partenza. Il film esplora il fluttuare come una metodologia: una sensazione di disorientamento, una pratica di piacere che non è orientata all'obiettivo ma piuttosto fratturata, errante, astratta o planctonica. Affermare il diritto di rifiutare di essere pienamente riconoscibilii è ciò che Édouard Glissant potrebbe chiamare opacità. Tali strategie scivolose di opacità offuscano tatticamente mondi brulicanti di differenze, consentendo sia la resistenza a diventare leggibili alle strutture di sorveglianza e di polizia, evitando al contempo che questa illeggibilità crolli in un vuoto abietto.
Uncommitted Barnacle è una nuova performance di Madison Bycroft in cui sei personaggi (quello anteriore, posteriore, il ragazzo laterale, sopra di esso, AWOL e doug) parlano, cantano o suonano da luoghi diversi. esplorano la propria direzione, trovando ostacoli all’espressione e architetture con cui muoversi o contro cui spingere. Partendo da una metodologia di galleggiamento, uncommitted barnacles cerca di comprendere i pregiudizi che legano, orientano e in ultima analisi limitano i nostri corpi, i nostri desideri e le nostre storie, e come, sulla base di questo, essi potrebbero essere portati alla deriva.
Un vento arriva da una direzione e, passando sopra un varco o attraverso un buco, comincia a cantare. Quali sono le condizioni per fischiare? un respiro con un respiro, un fischio che si unisce ad un altro, e così, come una tempesta, le articolazioni diventano rumorose e disorientanti, spigolose e oceaniche – componendo una narrazione che resiste alla chiusura, alla risoluzione o al compimento. Flop! "Ti offro un viaggio senza direzione, incertezza e nessun lieto fine."
– Derek Jarman
video di Roberta Segata per Centrale Fies
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