Le Coordinate di Lisa Jane
Автор: cesare malagodi
Загружено: 2025-09-24
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Lisa, la bella lisa dagli occhi blu, come cantava Tessuto "senza le trecce, la stessa non sei più". Tessuto che pochi anni fa apriva un ristorante di ottima cucina norvegese, (coordinate su Guugool-mappe) a Besate sul Serio, un piccolo e insignificante comune nella città metropolitana della Milanella nostalgica; Il ristorante prenderà poi il nome, dopo qualche anno, di Lisa Dagli Occhi Blaaah. Quelli che a suo tempo (tempo scaccia tempo) conobbero Lisa (o Laiss-ah come si faceva chiamare a volte nel contado), parlavano di lei come si parla di una creatura cretina-acquatica-lunatica dopodiché passata più volte con tecnica acquarellata… una creatura persa e disadattata sul littorale-est dello mare Eusino. La spietata ed irridente marineria di Porto-tondo, (con annessa pescheria sul retro) com'era da prevedere, mosse in continuazione obiezioni più o meno valide, tipo:
Lisa doveva continuare a portare le trecce, anche posticcie (stencil)...?
Ecco la miseria dei mari del nord, con annesse le coste delle marinelle, o delle Martiniche (Matinik o Matnik) fin dentro alle marinerie che poi in seconda battuta (di pesca) risultarono inesistenti… insomma, al dispetto del sospetto, benché allora ci fossero ampie riserve per far fronte ad un accordo comune e a simili e bislacche situazioni. Senza dubbio (dubbio scaccia dubbio), sempre a dispetto del solito sospetto, e dopo che la mozione venne notificata mediante la solita banale ingiunzione interlocutoria, si percepì una crescente indifferenza fra i giurati maschi, perlopiù stanchi, nei confronti di una bella ma obsoleta amazzone (Lisa) con ancora però validi titoli, al nom-de-sexe, al pari di quell’Anna Sottocoppe, vedova Uberti-Stern, Viale Coppette 2, presso Coppi.
Ma ora, perdonatemi se potete (o fate come volete), vi voglio raccontare la storia millenaria del mollusco tipo piovra chiamato kraken.
Stiamo parlando del più grande e del più orribile tra tutti i mostri marini, (da pochi giorni spontaneamente estintosi) dell’alto e basso adriatico. Spesso i pescatori norvegesi, compensati da balenghi maranza calabresi, navigando pei favolosi mari del nord-est/ovest andaluso, pur essendo assai lontani da ogni costa che si rispetti, si accorgevano improvvisamente che sotto le lunghe chiglie dei loro performanti (?) battelli, il fondale diminuiva assai attimo dopo attimo. Belin, era il kraken, un immenso e molliccio animale (un mollusco per intenderci) che galleggiava, come faceva sempre, a poca profondità dello mare Eusino. Se la bestia stava immobile, i marinai si arrischiavano a gettar le reti-favella, certi di fare un'ottima pesca, ma se il fondo diminuiva ancora, segno questo che il mostro marino risaliva alla superficie, allora tutti si affrettavano a fuggire sulla terra-ferma che poi ferma non è mai stata. A quanto pare, il kraken (bisticcio tra Krapfen alla crema maranza ad Eindhoven) quando galleggiava, copriva parecchi chilometri quadrati di mare e sferzava l'aria con numerosi tentacoli lunghi centinaia e centinaia di metri, grossi come alberi di nave. Molti marinai e lagunari di Cerveteri sud, narravano di aver incontrato il kraken... per lo più essi, scorgendo l'enorme massa emersa, lo scambiavano spesso per un isolotto da poco emerso, cosi che, accostatisi ad esso con le navi pescherecce, spesso su di esso sbarcavano. Quando ciò avveniva, accendevano un bel fuoco per la carbonella, e, cotte e mangiate salsicce e luganiche barrote al savor-loci, poi, all'insegna dell'allegria e dell'orgia marinaresca, si smaranzavano per il gran desinar e per tutti, la digestione, era dolce e gioconda in quello mar d’Eusino superiore...
solo alla fine delle libagioni, al savor di misticanza e delle digestioni sigultanee, qualche brusco movimento dell'animale, disturbato dallo foco acceso e da spaventosi rutti al calor blanco e a furor di tuono sulla sua immensa schiena, aveva rivelato ai tapini marinai il loro bislacco errore;
allora questi pescatori, spaventatissimi e sprovveduti, erano risaliti a bordo delle loro barcarole e si erano dati a sconsiderate fughe preventive (chi là e chi ancora più in là).
Insomma, si obietta, come poi si era di già dimostrato su molti manuali d’uso per la marineria, che in fondo in fondo e in fondo al mar, il kraken era poi un buon diavolaccio di mostro, che non si offendeva affatto se lo si scambiava per un isolotto padullo-palustre, anche se alcuni pescatori e lagunari scalzi delle altrui venezie, buontemponi di lungo corso, si prendevano qualche confidenze di troppo… be' intendiamoci, soltanto confidenze isomorfiche con LUI, con il di lui, improponibile e pacifico, padrone degli antichi mari eusini.
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