la mafia dichiarò guerra ai giudici Falcone e Borsellino.
Автор: Eredità Siciliana
Загружено: 2026-01-16
Просмотров: 75
Описание:
Nel 1992, la Sicilia visse il periodo più drammatico e sanguinoso della sua storia moderna, quando Cosa Nostra prese la decisione più estrema e disperata della sua esistenza criminale: dichiarare guerra aperta allo Stato italiano attraverso l'eliminazione fisica dei magistrati che stavano per distruggere per sempre il potere dell'organizzazione mafiosa. Quello che iniziò come una strategia di intimidazione si trasformò nel più grande errore strategico mai commesso dalla criminalità organizzata italiana.
Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, due magistrati siciliani che avevano dedicato la loro vita professionale alla lotta contro la mafia, erano riusciti a penetrare i segreti più profondi di Cosa Nostra attraverso un lavoro investigativo di precisione chirurgica durato anni. Le loro indagini, supportate dalle rivelazioni di collaboratori di giustizia come Tommaso Buscetta, avevano portato alla luce una rete di connivenze e complicità che andava molto oltre la Sicilia e che coinvolgeva alcuni dei nomi più importanti della politica, dell'economia e delle istituzioni italiane.
La reazione di Salvatore Riina, il capo indiscusso dei Corleonesi e boss supremo di Cosa Nostra, fu quella di un animale ferito che si prepara all'attacco finale. Conscio che le prove raccolte dai due magistrati avrebbero potuto distruggere completamente l'organizzazione criminale che aveva impiegato decenni a costruire, Riina convinse gli altri boss siciliani che l'unica soluzione possibile era l'eliminazione fisica di Falcone e Borsellino.
La pianificazione degli attentati richiese mesi di preparazione meticolosa, coinvolgendo decine di affiliati, centinaia di chili di esplosivo, e soprattutto una rete di intelligence che permise ai killer di identificare i momenti di maggiore vulnerabilità dei due magistrati protetti come fortezze. L'utilizzo di quantità industriali di tritolo e la scelta di colpire in luoghi pubblici dimostrarono che Cosa Nostra aveva deciso di non porre più alcun limite morale o strategico alla propria azione terroristica.
Ma quello che Salvatore Riina e i suoi accoliti non avevano previsto era che uccidendo Falcone e Borsellino non avrebbero eliminato due nemici, ma creato due martiri che avrebbero galvanizzato l'intera società italiana contro la mafia. La reazione popolare e istituzionale agli attentati di Capaci e via D'Amelio superò ogni aspettativa, trasformando quella che doveva essere una vittoria strategica della criminalità organizzata nell'inizio della sua fine definitiva.
La storia degli attentati del 1992 non è semplicemente il racconto di due omicidi eccellenti, ma la cronaca di come il coraggio di due uomini giusti, pagato con il sacrificio supremo, sia riuscito a cambiare per sempre il rapporto tra la società italiana e la criminalità organizzata.
Повторяем попытку...
Доступные форматы для скачивания:
Скачать видео
-
Информация по загрузке: