BARCHI,Terre Roveresche | Girando le Marche
Автор: MARCO MALTONI (VIAGGI IN DRONE E NON SOLO)
Загружено: 2023-05-01
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STORIA ANTICA
Le vallate che circondano l'antico castello di Barchi, dai paesaggi ancora ricchi di vegetazione e di fauna, furono abitate da popoli diversi, che vi si stanziarono fin dai tempi più antichi.
Alcuni reperti documentano che questa zona fu abitata fin dal 5° millennio a.C. da popolazioni nomadi e pastori.
I primi abitatori di cui si ha notizia (dal X sec. a.C.), furono i Pelasgi (antico popolo proveniente dalle terre del Mediterraneo orientale noto per le grandi fortificazioni fatte con grossi massi di pietra), ed in particolare gli "Asili" discendenti del re pelasgico Aso, considerati i fondatori della vicina città romana di Suasa.
Dopo i Pelasgi, fu la volta degli Umbri, degli Etruschi ed anche, probabilmente, dei Piceni.
Verso la fine del V secolo a.C. giunsero, dal nord Europa, i Galli Senoni, ricordati per la ferocia, per la mole dei corpi e per la grandezza delle armi.
Essi riuscirono ad occupare gran parte del territorio dell'attuale provincia di Pesaro e si spinsero anche oltre, finchè non incontrarono sulla loro strada i Romani.
Numerosi e violenti furono gli scontri con i Celti, ma alla fine prevalsero i Romani nella battaglia decisiva di Sentino nel 295 a.C.
Nel 207 a.C. i consoli romani Claudio Nerone e Livio Salinatore sbaragliarono l'esercito cartaginese di Asdrubale presso le rive del Metauro. A testimonianza di questo evento si ricordano i ritrovamenti nella zona di monete, cocci, ossa e perfino di una zanna di elefante.
La posizione dell'intero territorio, a metà strada fra le due grandi città romane di Forum Semproni e Suasa (appena 15 chilometri in via d'aria e su un tratto apparentemente facile da percorrere), ha sicuramente favorito l'insediamento di ville e fattorie.
Lungo la vallata del Rio Maggio, affluente del fiume Cesano, affiorano dai campi ancor oggi frammenti di pietre e mattoni e sulla parte opposta del territorio comunale in località Villa del Monte, è frequente il riemergere di frammenti di cocci di notevole spessore, forse antichi contenitori di granaglie o altro.
Il documento archeologico più significativo della presenza dei Romani nel territorio di Barchi è costituito da un'ara in pietra con dedica ad Apollo, rinvenuta nel 1756 e ora conservata nel Palazzo Ducale di Urbino, che fa presupporre l'esistenza di un antico tempio dedicato alla stessa divinità.
La romanizzazione del territorio significò un lungo periodo di pace e prosperità, che durò più di seicento anni fino a quando le continue incursioni dei barbari non fecero crollare definitivamente l'impero romano. L'intero crinale posto fra le due città messe a ferro e fuoco fu certamente il primo rifugio per quegli abitanti.
STORIA MODERNA
Entrato nell'orbita del Ducato di Urbino, vi rimase per quasi due secoli. Furono anni che videro aumentare il benessere della popolazione ed abbellirsi sempre più il Castello. Venne eretta la Torre del palazzo municipale, furono costruiti il palazzo Ducale, il Palazzo del Tribunale; furono istituiti l'Ufficio dei Notai, di Gabelliere, la Caserma, le Carceri e la Farmacia.
Le famiglie nobili ornarono i palazzi con stemmi e portali in pietra, in cotto ed arenaria, si dedicarono all'abbellimento della Chiesa parrocchiale e istituirono con il concorso di tutta la popolazione le prime confraternite religiose.
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