Crisi tra Mosca e Georgia: Ministro Frattini soddisfatto..
Автор: Alessio Candela
Загружено: 2008-09-05
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MOSCA - Il ministro degli Esteri italiano Franco Frattini ha ottenuto a Mosca dal collega russo Serghei Lavrov "quelli che non esito a definire due discreti risultati": il via libera agli aiuti umanitari in Ossezia del sud e la possibilita' per l'Ue di partecipare con l'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (Osce) ai compiti di polizia nelle cosiddette fasce di sicurezza a ridosso dei confini sudosseto e dell'Abkhazia.Argomenti che il capo della diplomazia italiana mettera' sul tavolo della riunione dei ministri degli esteri dell'Ue ad Avignone, in vista della cruciale missione, lunedì nella capitale russa, del presidente di turno dei Ventisette, il capo di stato francese Nicolas Sarkozy, accompagnato dal presidente della Commissione europea Jose' Manuel Barroso e dal responsabile per la politica estera e di sicurezza dell'Unione Javier Solana.
Missione per la quale un Frattini piu' ottimista si e' augurato il successo. Lavrov, come gia' aveva fatto nei giorni scorsi il presidente russo Dmitri Medvedev, ha apprezzato "la posizione ragionevole, di equilibrio e senza scopi secondari che non fossero il ripristino della pace nel Caucaso" mantenuta dall'Italia, e ha sottolineato come per Mosca sia essenziale l'applicazione del primo punto dell'accordo Sarkozy-Medvedev, "l'impegno formale al non uso della forza". Frattini ha ricordato che, nella sua visita a Tbilisi, ha ottenuto dalle autorita' georgiane "un impegno verbale, non scritto" su quel tema. Sulla questione piu' controversa e diversamente interpretata da Russia e Occidente, quella del ritiro delle forze di Mosca dal territorio georgiano, Lavrov ha ricordato che per la Russia il quinto punto del piano Sarkozy e' inequivocabile: fino all'arrivo di forze di sicurezza internazionali, i peacekeepers russi hanno l'obbligo di mantenere la pace e la stabilita' nelle fasce di interposizione. Solo quando la missione internazionale sara' in loco, magari anche sotto comando internazionale, i russi potranno ritirarsi. Frattini ha accolto positivamente la "disponibilita' russa al ritiro dalle fasce di sicurezza in concomitanza con il dispiegamento della missione internazionale, che e' stata gia' decisa a livello dell'Osce ma non dell'Ue", e che sara' appunto all'ordine del giorno nell'agenda italiana per Avignone. "Tocca a noi adesso fare in fretta" ha detto il ministro italiano.
Un segnale incoraggiante e' stato il breve permesso accordato a ispettori dell'Osce di varcare per la prima volta il confine sudosseto, eventualita' in precedenza esclusa dall'autogoverno di quel territorio. Quanto alla risoluzione del Consiglio di sicurezza dell'Onu, chiesta da Mosca in base ai sei punti del piano Sarkozy, il ministro italiano aveva gia' indicato prima di raggiungere la capitale russa che non si può prescindere dal principio dell'integrita' territoriale georgiana, argomento che "non può passare in cavalleria" ma che potrebbe trovare ostacoli fra i russi: il titolare della Farnesina ha suggerito un escamotage, quello di richiamarsi "alle quattro precedenti risoluzioni delle Nazioni unite che contemplano questo principio", e che Mosca aveva a suo tempo sottoscritto. Frattini ha inoltre ricordato il pesante scambio di accuse, dal genocidio alla pulizia etnica, intercorso fra Russia e Georgia. Se i due paesi vorranno procedere a una inchiesta internazionale, l'Italia dara' parere favorevole. Infine il capitolo dell'adesione georgiana alla Nato, che Tbilisi vorrebbe immediata: l'Alleanza atlantica, ha detto il ministro, "ha gia' deciso di confermare quanto detto a Bucarest, ne' accelerare, ne' rallentare". Frattini e Lavrov hanno cenato insieme, per continuare il dialogo prima della partenza del responsabile della diplomazia italiana.
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