LUCA ZAIA ALLA CHIUSURA DELLA CAMPAGNA ELETTORALE DI ALBERTO STEFANI
Автор: chioggiaazzurra
Загружено: 2025-11-18
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Parlare di Luca Zaia non è semplice, ha esordito la giornalista presentatrice dell'evento, perché molto spesso le parole non riescono a restituire il valore di ciò che ha realizzato in questi lunghi anni di presidenza. Ha saputo interpretare con profondità il sentimento dei veneti, fino a diventare, per molti, quasi una presenza di famiglia: qualcuno che si è fatto carico di tutti, senza risparmiarsi e affrontando i limiti – anche faticosi – che la politica gli ha imposto.
Prendendo la parola, il Presidente apre con un ringraziamento caloroso: la serata – afferma – è unica nel suo genere, con la presenza della Presidente del Consiglio, dei due Vicepremier e di Alberto Stefani, cui rivolge un applauso.
Poi entra nel merito dei risultati conseguiti. In questi giorni, osserva, si è tornati spesso a parlare dei suoi quindici anni e mezzo di lavoro. Un periodo nel quale il centrodestra veneto può permettersi di andare a testa alta: la sanità del Veneto è riconosciuta come la prima d’Italia, con parametri di eccellenza.
E soprattutto, ricorda, il Veneto è l’unica realtà al mondo che ospiterà per due volte le Olimpiadi nella stessa località. Un traguardo reso possibile da un’idea inizialmente considerata folle, ma diventata un progetto credibile e vincente: un evento che porterà nel territorio oltre 3 miliardi e mezzo di spettatori globali e più di due milioni di visitatori.
Un’eredità che non riguarda soltanto le Dolomiti: a Verona, ad esempio, le Olimpiadi hanno permesso di finanziare gli interventi necessari per rendere l’Arena accessibile alle persone con disabilità, riportando a norma un teatro che da duemila anni è simbolo di storia e cultura.
Zaia ricorda poi un altro risultato decisivo: l’autonomia. Una sfida avviata nel 2014 con la legge regionale che avrebbe portato al referendum del 2017. Quel percorso, sostiene, ha contribuito a rendere naturale sentire oggi parlare di autonomia nelle parole del Presidente del Consiglio e del Presidente della Repubblica.
Proprio questa mattina – racconta – ha firmato, su mandato della Presidente Giorgia Meloni e insieme al Ministro Calderoli, l’accordo per le prime quattro materie. Un passo che libererà risorse importanti, con la possibilità di investire 300 milioni aggiuntivi nella sanità veneta.
E respinge le critiche sulla tempistica: non un gesto elettorale, spiega, ma la volontà di non perdere tempo dopo anni di lavori, ricordando che la precedente pre-intesa, quella sì priva di contenuti reali, fu firmata quattro giorni prima delle politiche del 2018.
Poi un momento più personale. Non elenca i risultati come una lista della spesa – dice – ma rivendica il traguardo più importante raggiunto insieme ai suoi collaboratori: aver restituito ai veneti l’orgoglio di dirsi veneti.
Invita quindi alla prudenza: le elezioni si vincono solo dopo lo spoglio, sottolinea. L’avversario più temibile si chiama astensionismo. Per questo invita i cittadini ad andare a votare, qualunque sia la loro scelta, perché la partecipazione è fondamentale per la credibilità democratica.
Zaia ringrazia il Veneto e i veneti, ricordando che l’amministrazione ha vissuto momenti esaltanti – le Olimpiadi, le grandi opere, i risultati raggiunti – ma anche prove durissime: la pandemia, l’alluvione, l’acqua granda, emergenze che hanno messo alla prova l’intera comunità.
E rivolge un augurio ad Alberto Stefani: non dovrà essere “il nuovo Zaia”, dice, ma se stesso, con la sua personalità. La continuità sarà importante, perché molte opere sono ancora in corso, come la realizzazione del più grande policlinico universitario d’Italia ed Europa, quasi un miliardo di euro di investimenti nella sanità.
Conclude ricordando che la politica non è l’unica protagonista: lo sono i cittadini. È a loro che va il ringraziamento più profondo, insieme all’augurio di una buona serata.
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