Parlamento Russo Pretende la Fine della Guerra in Ucraina
Автор: RFU News – Geopolitica Strategica
Загружено: 2026-02-05
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Gli aggiornamenti di oggi riguardano la Federazione Russa.
Ciò che prima veniva discusso tra cittadini o su internet, viene ora apertamente detto nel parlamento russo.
Anche i funzionari non possono più fingere, inziando ad ammettere che la guerra è persa e l'unica via d'uscita è che l'esercito la finisca adesso.
Per la prima volta dall'inizio dell'invasione, un parlamentare regionale ha dichiarato apertamente che la guerra è persa e deve esser conclusa.
Durante una sessione dell'assemblea regionale di Samara, il 69enne Grogry Yeremeyev ha esortato i colleghi a riconoscere quello che ha definito un fallimento bellico e a condividere la responsabilità con Putin.
Yeremeyev ha affermato che gli obiettivi sono fondamentalmente irraggiungibili e sostenuto che Putin continua gli sforzi bellici non per la vittoria ma per evitare l'umiliazione della sconfitta.
La reazione è stata immediata e rivelatrice: gli altri deputati lo hanno zittito, levandogli il microfono e votato all'unanimità per presentare una denuncia contro il collega.
Poco dopo Yeremeyev è stato accusato di abuso della libertà di stampa.
In un sistema politico che ha considerato anche solo il minimo dubbio sulla vittoria un tradimento, il fatto che tali parole siano state proferite da un parlamentare è significativo.
Ciò riflette non solo coraggio ma frustrazione che la paura non iresce più a reprimere.
Le critiche sulla guerra stanno crescendo nonostante la severa repressione.
Dissidenti, attivisti e cittadini comuni che si oppongo apertamente all'invasione ricevono dure condanne detentive.
Nel 2025 sono state perseguite oltre 600 persone.
Allo stesso tempo stanno emergendo fratture anche nel fronte favorevole alla guerra.
Blogger e commentatori influenti che un tempo facevano eco alla narrativa del Cremlino, sono ora etichettati come agenti stranieri dopo aver criticato la situazione sul campo di battaglia, comandanti e decisioni, mettendo in luce divisioni anche tra coloro che dovrebbero sostenere il morale pubblico per lo sforzo bellico.
Sotto un altro, silenzioso livello, la tensione economica e la visibile discrepanza tra dischiarazioni ufficiali e realtà quotidiana alimentano il malcontento.
Mentre la maggior parte dei rsusi continua ad evitare proteste in piazza l'erosione della legittimità del governo è evidente in conversazioni tra il popolo e nelle camere legislative.
Gli analisti russi descrivono sempre più spesso questa insoddisfazione attraverso scomodi confronti, mentre osservano servizi segreti stranieri condurre operazioni decisive mentre la guerra della Russia si trascina senza un esito in vista.
Continuano a citare il successo americano contro il Venezuela, estraendo il presidente in carica e raggiungendo gli obiettivi in appena 3 ore.
Proprio ciò che gli analisti hanno sognato per anni che il loro paese realizzasse in Ucraina mentre son costretti ad assistere a uno scempio.
E non è solo la storia recente ad amplificare la rabbia.
A metà gennaio la guerra in Ucraina ha superato i 1418 giorni, la durata esatta di quella tra Unione Sovietica e Germania, quella chiamata dai russi la Grande Guerra Patriottica.
Tra il 1941 e il 45 l'armata rossa respinse le forze dell'asse di circa 1800km verso ovest, fino a Berlino.
A titolo di confronto, dopo 4 anni, le avanzate più profonde e sostenute della Russia in Ucraina sono un massimo di 150km oltre i propri confini e non rioesce ancora a conquistare completamente regioni che rivendica come proprie.
Fatti non più confinati e il dubbio si sta diffondendo dal pubblico agli analisti e dagli analisti ai politici.
Il discorso del parlamentare è stato interrotto, ma ascoltato.
QUesto da solo segnala una perdita di controllo sulla narrativa e una volta che i funzionari iniziano a mettere in discussione apertamente scopo e sostenibilità della guerra nonostante i rischi personali, ciò indica che il sistema politico sta entrando in una nuova crisi.
In generale, dopo che la guerra contro l'Ucraina è durata più della partecipazione della Russia alla Seconda Guerra Mondiale, la lezione è chiara.
Il mito dell'invincibilità della Russia è andato in frantumi.
I fallimenti sono visibili non solo al pubblico ma agli stessi funzionari e per il regime di Putin la sconfitta non è più solo ipotetica, ma incombente.
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